mercoledì, aprile 22, 2009

Un'altra tesi sulle licenze Copyzero X

Ho trovato per caso l'ennesima tesi che parla delle licenze Copyzero X:
La licenza Copyzero X viene sviluppata in Italia dal Movimento Costozero e viene presentata con una schematicità quasi spiazzante. Consiste in un elenco di diritti che è possibile concedere, ognuno dei quali ha un’apposita casellina che è possibile spuntare. Se la singola voce viene contrassegnata da una lettera X, significa che il diritto in questione viene concesso dall’autore. Sembra fatta apposta per l’utente medio italiano che poco o nulla sa in materia di copyright e copyleft: è semplice da capire e da gestire.* Avendo la Copyzero X origini italiane, affronta al suo interno tutte quelle tematiche tipicamente nostrane che concernono il diritto d’autore (come il noleggio e i rapporti con la SIAE) e che nelle licenze di tipo copyleft vengono normalmente solo accennate o addirittura taciute.

* Ecco: l'"usabilità" di un "generatore di licenze" rappresenta un elemento fondamentale per il suo successo (ossia per la comprensione da parte del licenziante del significato del testo della licenza). Se un giorno qualcuno mettesse a disposizione degli utenti strumenti analoghi per la redazione on-line di contratti (dei tipi più diversi), renderebbe un grande servizio alla patria (o alle sue tasche, se si trattasse di un servizio a pagamento).

Solidarietà a Pirate Bay!?!?

Gestori di The Pirate Bay condannati in primo grado? Niente paura: il web è con voi! Tantissimi i messaggi di solidarietà per il principale sito dedicato all'indicizzazione di file *.torrent e alla pubblicità di siti porno.
Chi difenderà le libertà digitali se scompare "la baia"?
Basta leggere questa corrispondenza per capire che "la baia" si è sempre occupata, con professionalità e rigore, di educare al rispetto delle suddette libertà, opponendo ai suoi detrattori principi encomiabili e profonde argomentazioni: da Go fuck yourself. a Please also note that I'm not currently out of toilet paper, so you may wait a while before sending legal papers.

Ma l'aspetto che più mi colpisce di questa vicenda è che Carl Lundström, leader del movimento neo-nazista in terra svedese, è stato condannato per avere favorito la diffusione di materiale protetto da diritto d'autore. Della serie: adorate pure l'olocausto ma non toccate il copyright.

mercoledì, aprile 08, 2009

Contrassegno SIAE: che vi avevo detto?

Attenzione, il contrassegno SIAE rientrerà presto dalla finestra, ma dopo tanti inviti al non apporlo più, dopo i fiumi di parole (© 1997 Jalisse) riversati sul web per acclamare la non obbligatorietà del bollino (senza però informare anche del fatto che la GdF e procure continuano a considerare la non apposizione un reato), non sarà facile far sapere alle persone che il contrassegno è di nuovo obbligatorio: dissi questo controcorrente, quando nessuno prevedeva un rapido ritorno di quell'irriducibile argentato... lo ripeto adesso, mentre assisto all'ennesima autopromozione di quelli che il bollino non ci va comunque, oh, yes!

venerdì, marzo 27, 2009

Emendamento D'alia: le sue reali conseguenze

Continuo a leggere in giro commenti sull'emendamento D'Alia e constato che chi teme la chiusura di YouTube Facebook non ha capito dove sta il vero problema.

Art. 50-bis.
(Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

Io qui leggo: quando sono in corso indagini per taluni delitti (mi pare superfluo precisare previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali: se sono delitti... ) e sussistono concreti elementi (elementi concreti... astrattamente descritti) sulla base dei quali il pm e/o il gip ritengono che Mr X sta commettendo un certo reato, il pm o il gip avvisa il Ministro dell'interno, che valuta se ordinare o meno ai fornitori di connettività di impedire il perpetuarsi del crimine in oggetto attraverso un'operazione di filtraggio (filtri analoghi a quelli descritti qui).

Probabilmente, l'emendamento nasce dall'impossibilità di sottoporre a sequestro preventivo siti su server esteri e mira a rendere irraggiungibili dall'Italia i siti suddetti, così come già vengono resi irraggiungibili siti pedopornografici (o inneggianti alla pedofilia), siti di gioco d'azzardo, siti di filesharing... se avete memoria, non vi serviranno ulteriori esempi.

Portali come YouTube e Facebook non verranno chiusi: sarà sufficiente e certamente più efficace una comunicazione dell'autorità perché la pagina dell'utente Mr X o i file che ha caricato vengano rimossi (come da prassi odierna).

C'è chi ha visto nell'emendamento un equivalente della norma di cui al terzo comma dell'art. 14 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70:

Art. 14 (Responsabilità nell'attività di semplice trasporto - Mere conduit)
[...]
3. L'autorità giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza può esigere anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma 2, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.
E' una fattispecie generica (riguarda non specificati delitti, contravvenzioni, illeciti amministrativi) recepita negli Stati dell'UE: in essa è difficile ricomprendere quella dell'art. 50-bis (rapporto genus/species), principalmente perché quest'ultimo consente all'esecutivo (non alla magistratura) di ordinare l'interruzione dell'attività criminosa.
L'art. 14 cit. si presta ad essere il "genitore" di tanti altri "fratellastri" dell'art. 50-bis, ma è meno pericoloso; ciò che deve essere sottolineato dell'emendamento D'Alia è il potere che attribuisce all'esecutivo. Ad esempio, il Ministro, membro del Governo, potrebbe
scegliere di non filtrare un sito che istiga a diffamare un membro dell'opposizione, semplicemente perché ritiene vere certe affermazioni; al contrario, potrebbe ordinare di filtrare un sito che, a suo giudizio, istiga a diffamare un membro della maggioranza).

Un membro del Governo con un ruolo così delicato dal punto di vista della giustizia penale interna non si era mai visto prima.

Morale: non sono in gioco i commentini che scrivete su questo o quel blog, ma qualcosa di molto più prezioso: la democrazia, la divisione dei poteri.

martedì, marzo 24, 2009

Luca Neri: fare soldi con il copyright in nome del no-copyright

Luca Neri ha scritto un libro che si chiama La baia dei pirati - Assalto al copyright.
Il libro è già un cult tra i "pirati", che però nulla fanno notare sul fatto che quel libro sia full-copyright e, per volontà di autore e casa editrice, non liberamente scaricabile, non condiviso se non previo pagamento.


E' una presa per il culo? Assolutamente no, è una presa per il cult.

Sul sito no-copyright.net (che sembra il sito di una community piratesca fan di Luca Neri ma che in realtà è di proprietà dello stesso Luca Neri), campeggia a caratteri cubitali "COMPRA IL LIBRO - sconto del 10% - consegna gratuita".


Viene il leggerissimo sospetto che si tratti dell'ennesima operazione commerciale travestita da "missione umanitaria" o "rivoluzione sociale" (scegliete voi).

Il fatto che nel libro confluiscano idee, cronache e filosofie ben note nel mondo delle libertà digitali, il fatto che, in altre parole, il libro sia il prodotto di un sapere collettivo maturato nelle community no-copyright, rende l'offerta non libera ancora più disgustosa.

Sabato 28 marzo Neri parteciperà alla Festa dei Pirati (tra i cui organizzatori troviamo, chissà perché, la sua casa editrice): quale migliore occasione per... promuovere un libro? :-)

Il libro vanta una rassegna spampa che tutte le associazioni festanti messe insieme non hanno mai avuto e non avranno mai (forse perché le battaglie vere sono fuori dal mercato?): ci voleva un'operazione commerciale per dare visibilità alla pirateria... o forse ci volevano i pirati per dare credibilità a un'operazione commerciale sulla pirateria.

"Happy Downloading!" scrive Luca Neri sul suo sito: e in questa frase è riassunto tutto.

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Aggiornamento delle ore 20 (circa).

Come ho precisato altrove,
scrivere un libro sulla pirateria non significa necessariamente condividere certi principi. Si può scrivere il libro e venderlo sotto full-copyright. Non c'è nulla di male. Ma se ti schieri pubblicamente a favore dei pirati, indossi le magliettine con il teschio (anche se hai una certa età) e vuoi essere coerente, allora il libro deve essere (quantomeno) scaricabile ed open.

Ma ammettiamo che l'adesione ideologica di Luca Neri al no-copyright sia un equivoco (di cui comunque Neri non sembra preoccuparsi affatto): chi l'ha generato e perché? Forse lo ha distrattamente generato la stessa persona che ha acquistato il dominio no-copyright per pubblicarvi i gridi di battaglia dei pirati e metterci accanto "COMPRA IL LIBRO!".

Comunque, l'operazione è geniale: il pirata arriva e acquista.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Carlo Gubitosa scrisse Elogio della Pirateria e venne "linciato" perché il libro, pur essendo rilasciato con licenza libera, non era reperibile on-line.

Alessandro Bottoni, che ringrazio per il suo commento, scrive: il povero Joachim Feist avrebbe dovuto diventare nazista per scrivere la biografia di Hitler.

Questa osservazione stimola la mia fantasia: immagino Joachim Feist presentare il libro su Hitler indossando una maglietta con la svastica. Immagino la casa editrice di Feist organizzare la Festa dei Nazisti. Immagino Feist che acquista il dominio hihitler.net per dare voce ai nazisti. Immagino Feist che rilascia interviste ai giornali in cui dice che lo sterminio degli ebrei è stato giusto.

Immagino tutto questo e penso che, se mai fosse accaduto, nessuno avrebbe avuto dubbi sull'adesione di Feist al nazismo.

mercoledì, marzo 11, 2009

Totally free


Ecco il primo notebook totalmente free, dall'hardware al software.

Seguono le specifiche.





Components Spec notes
CPU STLS 2F(Loongson 2F) 800MHz, with integrated DDR2 controller and PCI controller
Chipset

Northbridge: integrated in CPU
Southbridge: AMD CS5536
Graphics: SMI712
Network: Rtl8139 + RTL8187B(wifi)
Camera: 300K pixel
CardReader: Realtek RTS5158E


Memory SO-DIMM DDR2
512MB/1GB
optional
Storage 160GB 2.5' HDD or 2GB/8GB SSD optional
Panel 8.9” TFT LCD
1024x600

Extension USB wifi optional
Interfaces USB2.0x3, earphone+ MIC, SDx1, RJ45x1, VGAx1, DC-inx1
Power <12watt>
Enclosure PC+ABS+IMR A/C
Size 25.5x18.8x2.5cm
Keyboard 80key 23.8cm
Weight ~1Kg Exclude external parts
OS Debian GNU/Linux + Lemote Education suites Others includes: Mandriva, Sunwah, Slackware, Gentoo etc.

domenica, marzo 01, 2009

Skype è pronta a lavorare fianco a fianco di Eurojust

Come prevedevo qui (anticipando tutte le testate che hanno dato la notizia 5 giorni dopo eh eh eh), la giusta interpretazione da attribuire alla richiesta dell'Italia di poter decriptare il traffico Skype è questa.

Stiamo parlando di criminalità organizzata, terrorismo, traffico illecito di stupecafenti, tratta di esseri umani... di questo si occupa Eurojust.

Tuttavia, se volevano fare le cose "per bene", avrebbero dovuto trattare in gran segreto...
i mafiosi sono stati avvisati con congruo anticipo e adesso utilizzeranno un altro programma!

sabato, febbraio 14, 2009

Google Latitude: sapete come funziona?

Il fatto che Google Latitude (grazie alla tecnologia di Skyhook Wireless) conosca la posizione delle BTS a cui mi collego non mi preoccupa (anche in Italia esisteva una community che raccoglieva questo tipo di dati e li pubblicava, legalmente).

Trovo più preoccupante, invece, la raccolta dei dati relativi agli hot spot dei privati: questi signori passano sotto casa tua, scansionano il tuo Access Point e registrano l'indirizzo MAC del tuo router, per poi associarvi le coordinate geografiche ottenute via GPS!

Ricordiamo che dato personale è qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Ip (anche dinamico) e orario incrociati possono essere considerati dato personale.
Che dire allora dell'insieme di dati di cui dispone Google Latitude per localizzare gli utenti e per consentire agli utenti di localizzare altri utenti? Certamente possiamo dire che nessuno ne ha autorizzato il trattamento.

domenica, febbraio 01, 2009

Copyzero su Digital Music


Digital Music, la prima rivista in Italia per “fare musica” utilizzando il computer, ha pubblicato un articolo su Copyzero.

Digital Music si occupa esclusivamente di componentistica, configurazioni, programmi di editing, strumenti musicali elettronici... se ha fatto un'eccezione, è perché, evidentemente, il tema è considerato molto importante per i musicisti.

Del resto, Copyzero nasce proprio dall'esigenza di un tizio con l'hobby della musica. ;-)

Ringraziamo chi ci ha segnalato l'articolo.

sabato, gennaio 24, 2009

I soliti favori al software proprietario

Grazie al progetto Innovascuola, più di 3.000 scuole (l'elenco è on-line sul sito del ministero) hanno ricevuto computer portatili corredati di software didattico.

Nel capitolato tecnico troviamo un paragrafo interessante:
3.5. Sistema operativo
Sui Computer portatili dovranno essere installati almeno due (dual boot)
dei sistemi operativi di seguito descritti.

I sistemi sono:
Linux - kernel v.2.6.x
Microsoft Windows Vista Business
Apple MAC OS X Versione 10.x

Morale:
l'utilizzo di GNU/Linux non è indispensabile, mentre l'utilizzo di almeno un sistema proprietario è obbligatorio.


Tra i questiti relativi alla gara ne troviamo uno che merita attenzione:
Quesito n. 35
Al paragrafo 3.5. Sistema operativo dell' "Allegato 1 dello Schema di Contratto - Capitolato Tecnico", viene richiesto quanto segue:"Sui Computer portatili dovranno essere installati almeno due (dual boot) dei sistemi operativi di seguito descritti". I sistemi operativi da Voi indicati sono "Linux - kernel v.2.6.x", "Microsoft Windows Vista Business", "Apple MAC OS X Versione 10.x". Ci risulta sia impossibile configurare (per problemi di "licensing") un dual boot contenente almeno due dei sistemi operativi indicati. Si chiede se è accettata la configurazione delle macchine con un solo sistema operativo, scelto dal cliente ed inserito nella macchina all'atto della produzione della stessa.

Risposta n. 35
Si chiarisce che per “dual boot” si intende la capacità del sistema di poter in qualsiasi momento utilizzare alternativamente o contemporaneamente almeno due dei sistemi operativi indicati anche attraverso partizioni e/o l’uso di macchine virtuali. Nel primo caso ad ogni avvio si sceglierà il sistema operativo da utilizzare nel secondo caso si può passare ad un altro sistema senza riavviare la macchina. In ogni caso la visibilità reciproca dei file systems deve essere comunque garantita fra un sistema e l’altro.


Il Ministero ignora la domanda e ribadisce l'obbligatorietà del dual boot.
Non sia mai detto che una scuola possa avere un computer senza sistema proprietario!

Ok, ma non è finita qui. Microsoft ha sbaragliato la concorrenza donando tutto il materiale oggetto del bando di gara alle scuole: insomma, il primo numero di Innova la tua scuola è in edicola GRATIS. ;-)

Resta, però, da porsi una domanda: siamo sicuri che nei portatili forniti alle scuole oltre a Windows Vista (presumibilmente immancabile) sia stato incluso anche GNU/Linux o Apple (come prevede il capitolato tecnico)?

Date queste premesse, è lecito supporre che anche il Piano di E-Government 2012 si indirizzi verso Microsoft, già scelta come partner per il progetto Compagno di classe, che ha l'obiettivo di dotare gli studenti della scuola primaria di un PC a loro dedicato (resistente – leggero – sicuro – a basso costo) come strumento didattico.

venerdì, gennaio 23, 2009

E-Government 2012: i Maya l'avevano previsto

Il menù che vedete a sinistra non è tratto dal blog personale di Brunetta, ma dalla home del sito ufficiale del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, su cui il Ministro pubblica le vignette contro Brunetta (notare: vignette contro, non vignette su... strano modo di intendere la satira), stila classifiche e premia con medaglie d'argento e cerimonie istituzionali gli autori più graffianti. Idea simpatica ed esorcizzante (o forse un semplice caso di eccentricità), ma al cittadino che è in me, memore delle lezioni "garantiste" di certa destra, sembra tanto un uso privatistico del servizio pubblico.

Fortunatamente sul sito del Ministero non trovate soltanto vignette, ma anche il Piano di E-Government 2012, che ci riserva una perla: l'ennesimo finanziamento (29,58 milioni di euro) per italia.it, il famigerato portale nazionale del turismo.
Ma 29,58 milioni non bastano: occorrono altri 20 miloni per la valorizzazione sul portale nazionale di poli turistici identificati e realizzati dalle Regioni finalizzati a promuovere, a livello internazionale, mete turistiche locali.

Ovviamente anche per l'altro discusso portale, il portale della cultura (ora inserito nel Progetto CulturAmica), sono stati stanziati 10 milioni di euro al fine di rendere accessibile il vasto patrimonio di risorse e documenti, provenienti da archivi, musei, biblioteche, fondazioni, regioni, enti locali, altri enti pubblici e privati dei vari settori della cultura italiana, descrivendone le informazioni secondo una classificazione comune e condivisa.

Ma l'iniziativa che merita la palma d'oro è il Progetto Emoticons, che ha l'obiettivo di costituire un sistema di customer satisfaction, attraverso il quale il cittadino potrà giudicare ogni pratica attraverso l’utilizzo di indicatori grafici (smile), al quale collegare un sistema premiante che permetta di premiare e pagare di più gli uffici con il maggior numero di valutazioni positive. Il costo del progetto è in corso di definizione, ma non c'è dubbio che anche questo ci costerà qualche milione di euro.
Chi è che diceva che un sorriso non costa niente? :-)

venerdì, gennaio 16, 2009

Mitnick e l'arte di...

Ho letto sia L'arte dell'inganno che L'arte dell'intrusione e devo dire che mi hanno piuttosto annoiato (soprattutto il primo, che è tutta farina del sacco di Mitnick).

Penso che il social engineering di Mitnick fosse possibile soltanto negli USA e fino alla metà degli anni '90, quando Internet non era ancora un fenomeno di massa. Del resto lo stesso Kevin sottolinea come gli statunitensi siano un popolo particolarmente credulone... e leggendo i vari esempi di "attacco ingegneristico" riportati nel libro non si può certo dargli torto.

La maniacale accuratezza con cui Mitnick descrive i vari tipi di inganno e le possibili "cure" risulta un po' eccessiva: da una parte, perché le tecniche fraudolente funzionano solo con impiegati estremamente ingenui, dall'altra, perché se un impiegato è estremamente ingenuo reagirà poco anche alle cure.

Il secondo libro descrive 10 casi esemplari di hacking, anzi, di cracking... e proprio per questo non risultano molto interessanti. Il racconto più divertente è forse il primo: la storia di 4 ragazzini che, nei primi anni '90, smontano una macchina di videopoker per carpirne i segreti e vincere al Casinò. Ma nulla in confronto alle recenti imprese di cinesini che mandano in pagamento le newslot inviandogli
un file tramite il dispositivo bluetooth del cellulare. Insomma, penso che il libro avrebbe meritato la narrazione di imprese un po' più "ingegnose".

martedì, dicembre 23, 2008

Alcune riflessioni sulle licenze Creative Commons e i diritti connessi

Stavo leggendo questo e riflettevo sull'opportunità di chiedersi, preliminarmente, se la concessione in licenza riguardi il corpus mysticum o il corpus mechanicum. Bianco o nero? La domanda non mi pare adeguata perché, quando si parla di licenze, prevale un grigio consistente nel fatto che mentre il corpus mysticum è sempre oggetto della licenza, il corpus mechanicum lo è soltanto eventualmente.
In altre parole, una licenza può riguardare entrambi: il corpus mysticum (ossia il bene immateriale opera) ed eventualmente una sua particolare rappresentazione (cui può riferirsi un numero indeterminato di esemplari... a mio avviso è fondamentale non identificare il corpus mechanicum con l'esemplare).

L'autore esercita i diritti sull'opera, mentre i titolari dei diritti connessi esercitano i diritti sulla rappresentazione dell'opera (ad esempio, la registrazione di un brano musicale).
Ambedue le categorie esercitano diritti sugli esemplari dell'opera (il vero e proprio supporto: vedi misure tecnologiche di protezione).

Riepilogando:
- l'opera è, ad esempio, lo spartito musicale (che non è carta ma linguaggio, puro pensiero: corpus mysticum);
- la rappresentazione dell'opera è, ad esempio, l'esecuzione (umana) dello spartito di cui sopra (che è materia: una sequenza di onde sinusoidali);
- l'esemplare dell'opera è il supporto su cui la rappresentazione della stessa è fissata (il file, il cd... ).

Se si imposta il discorso così, secondo me diventa tutto più lineare e comprensibile.
E si aprono anche affascinanti scenari sull'interpretazione della "terza dimensione" delle opere dell'ingegno, le immagini: se un'immagine è riproducibile con un computer - e certamente lo è - allora significa che esiste un pensiero "immaginifico" in cui il corpus mysticum trova la sua consistenza.

sabato, dicembre 20, 2008

Metasploit Framework

Terribilmente potente, terribilmente user friendly: con questo arnese anche vostra nonna potrebbe penetrare nel vostro PC in men che non si dica.

Testato personalmente contro Windows 2000 dopo avere scaricato tutti gli aggiornamenti di sicurezza disponibili: sistema bucato in 5 secondi.

Ha ragione Kevin Mitnick quando dice che non è possibile paragonare gli hackers di ieri e quelli di oggi...

sabato, dicembre 13, 2008

Il saluto del Presidente

Il Presidente Napolitano esprime apprezzamento per l'iniziativa (n.d.r. Linux Day) che, nel diffondere l'utilizzazione del software libero, concorre a far conoscere e a rendere accessibile la cultura informatica e le sue tecnologie consentendo così la più ampia fruibilità del nuovo sistema di comunicazione ed informazione che su di esso si basa.

Belle parole (accolte da molti con grande soddisfazione), ma se volete valutare il reale interesse di Napolitano per il software libero, ricordatevi che l'attuale Presidente della Repubblica, quando era parlamentare europeo, votò a favore dei brevetti software.

martedì, dicembre 02, 2008

Filozero piace molto alle...

... agenzie che organizzano eventi: congressi, matrimoni, spettacoli, intrattenimento, turismo, danza, cultura, feste...

Si aprono davvero nuovi scenari perché queste agenzie, oltre ad essere molte (alcune anche di rilievo) e ad avere una clientela sempre nuova e vasta, operano nel mondo della musica e dello spettacolo.
Qui stiamo andando ben oltre gli orizzonti che Filozero aveva visto: i pubblici esercenti... il Bar Mario.
Stiamo a vedere cosa succede.

domenica, novembre 30, 2008

Siae vs CC

Ho letto questo articolo de La Repubblica:

Ho la sensazione che si facciano tante belle chiacchiere ma che non si arrivi mai a nulla di concreto.
E non so nemmeno se arrivare a fare in Italia quello che sta sperimentando Buma/Stemra in Olanda abbia molto senso.

Perché??

Quasi nessun iscritto a Siae si pone il problema della compatibilità tra il liCCensing e l'iscrizione a detta società: rilasciano con CC e pubblicano su web senza chiedere alcuna autorizzazione a Siae.
Dal canto suo, nemmeno Siae si pone il problema: il 70-75% dei brani italiani caricati su Jamendo, ad esempio, è di autori iscritti a Siae, ma non mi risulta che Siae abbia mai preso provvedimenti nei confronti di qualche autore o di Jamendo.

Tutto questo accade perché i piccoli autori ignorano il Regolamento Generale Siae e Siae ignora i piccoli autori.
Quale migliore garanzia per la diffusione della Conoscenza se non questa reciproca Ignoranza?

E si tratta di tutto il repertorio: senza distinzioni di sorta. Altro che commerciale e non commerciale.
La realtà ha già superato di gran lunga le aspettative più rosee... io credo in tutto il mondo.
E ancora si parla di possibili tavole rotonde, valutazioni... per organizzare una caccia ai dinosauri?

Anche per la flat tax mi sembra che possa valere analogo ragionamento: tutto il mondo scarica tutto gratis, ma si vorrebbe che gli utenti incominciassero a pagare un canone per quello che scaricano.
E' come dare l'anticoncezionale a un bambino già nato.

Queste pratiche funzionano soltanto in un sistema in cui c'è un elevato grado di controllo:
stiamo attenti a disegnare boschetti fioriti senza considerare che sono i posti in cui vivono le serpi.

Nell'articolo si legge:
E così, in occasione dell'incontro, tocca allo stesso Joi Ito portare il primo affondo. "Io sono un fotografo amatoriale", ha detto, "e ovviamente ho pubblicato le mie foto online proteggendole con una licenza CC".

Spero che si tratti di una traduzione molto poco fedele perché se così non fosse l'affondo - considerando anche il contesto - lo avrebbe fatto a CC.

Comunque non sarebbe gravissimo: anche questo fa parte di quella Ignoranza che rende le persone più sicure e felici.

lunedì, novembre 17, 2008

Filozero: rinfrescatevi le idee

Clicca sulla lattina e fai il pieno di musica libera.

domenica, novembre 16, 2008

Il netstrike sarà reato?

Decisione quadro 2005/222/GAI:

Articolo 3
Interferenza illecita per quanto riguarda i sistemi
Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché l’atto intenzionale di ostacolare
gravemente o interrompere il funzionamento di un sistema di informazione mediante l’immissione, la trasmissione, il danneggiamento, la cancellazione, il deterioramento, l’alterazione, la soppressione di dati informatici o rendendoli inaccessibili sia punito come reato se commesso senza diritto, almeno per i casi gravi.

Articolo 4
Interferenza illecita per quanto riguarda i dati
Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché l’atto intenzionale di cancellare, danneggiare, deteriorare, alterare, sopprimere o rendere inaccessibili dati informatici in un sistema di informazione sia punito come reato se commesso senza diritto, almeno per i casi gravi.

Articolo 5
Istigazione, favoreggiamento nonché complicità e tentativo
1. Ciascuno Stato membro provvede a che l’istigazione, il favoreggiamento nonché la complicità e il tentativo in ordine alla commissione dei reati di cui agli articoli 2, 3
e 4 siano punibili come reati.
2. Ciascuno Stato membro provvede a che il tentativo di commettere i reati di cui agli articoli 2, 3 e 4 sia punibile come reato.


Per questa decisione (cui l'Italia ha l'obbligo di conformarsi dal 16 marzo 2007) il netstrike può essere considerato illegale.
E' chiaro che è difficile dimostrare l'intenzionalità dei singoli, ma per quanto riguarda le fattispecie di cui all'art. 5 potrebbe bastare qualche post su una mailing list.

La decisione in oggetto ricevette aspre critiche da parte di giuristi e politici sin dal 2003, quando era ancora una semplice proposta: leggete qui e qui.

A che punto siamo? Date un'occhiata a questo documento, in cui si menziona espressamente il denial of service avvenuto in Estonia l'anno scorso contro alcuni siti istituzionali. Libera manifestazione di un pensiero dissenziente? Non lo so, ma so come andò a finire: un ragazzino venne arrestato proprio per avere incitato a quel DDoS.

Se qualcuno riesce a reperire il testo presentato dall'Italia, me lo indichi, grazie.

mercoledì, novembre 12, 2008

- 3

Mancano tre giorni all'apertura dell'Archivio Filozero. Oggi ho avuto il piacere di sentire in anteprima qualche brano e devo dire che sono davvero sorpreso nel vedere tanta qualità nella musica e tanto entusiasmo nei musicisti partecipanti. Qualcuno ci diceva che gli artisti non avrebbero mai avuto la pazienza di generare le licenze, di chiedere i certificati di firma elettronica, di firmare - con questi certificati - le licenze stesse, di imparare a utilizzare i software per la firma elettronica, di leggere i relativi manuali per capire come apporre una firma multipla... ma quel qualcuno si sbagliava. E si sbagliava di grosso.
E' la prima volta che in Italia si tenta un esperimento così importante per la musica libera: non stiamo parlando del solito CD musicale per promuovere le licenze creative commons, ma della creazione di un grande circuito no SIAE/SCF e dell'abbattimento di quei muri di gomma con cui le società di collecting ancora si fanno scudo.
E' la prima volta che gli artisti si avvicinano alla firma elettronica per sottoscrivere delle licenze e questo, secondo me, ha un grande valore indipendentemente dal contesto musicale.
Mi fermo qui: avremo modo di parlare più diffusamente di questa piccola grande rivoluzione nei prossimi giorni. Stay tuned.