lunedì, marzo 12, 2012

Creando si vive: intervista a Silvano Agosti


Pubblicata qui. Grazie, Silvano, per avere illuminato d'immenso la mia Mattina.

venerdì, febbraio 24, 2012

Jamendo: ci sono problemi??

Oggi sulla mailing list di creative commons (.it) ha nuovamente fatto capolino il tema della debolezza del certificato di Jamendo Pro. Qualcuno ipotizzava la possibilità per il pubblico esercente sanzionato da SIAE di rifarsi su Jamendo.

Come già ho scritto su questo blog, Jamendo NON garantisce che l'artista non è iscritto a società di colletta, garantisce, invece, che l'artista ha dichiarato a Jamendo di non essere iscritto a società di colletta:
"the artists whose works are subject to these agreements have declared to Jamendo that there were not members of any collective right society".

La formula non è affatto casuale: lungi da Jamendo scrivere "ti garantisco che questo artista non è iscritto a società di colletta", tantomeno fare verifiche al riguardo.

La garanzia è costituita, come dissi, da un'autocertificazione dell'artista.

Ci sono, tuttavia, altri aspetti che, a mio avviso, potrebbero lasciare Jamendo esposta: come identifica Jamendo l'artista? Perché se tutto accade tramite mail, senza invio di documenti di identità, firme olografe o elettroniche... come fa Jamendo a garantire che Mario Rossi ha dichiarato a Jamendo di non essere iscritto a società di colletta?

Inoltre, nelle f.a.q. di Jamendo leggiamo:
"Sottoscrivendo una licenza Jamendo PRO, riceverai un certificato da presentare agli enti di colletta e gestione dei diritti d'autore in caso di controllo. Tale certificato Jamendo PRO è riconosciuto da questi enti".

Come dire: mostra questo e stai tranquillo. Ma è davvero così? Un certificato siffatto, privo di sottoscrizione, di dati identificativi... è riconosciuto da tutti gli enti di colletta e gestione dei diritti d'autore?

Mi sembra un'affermazione (un'altra garanzia, se volete) piuttosto azzardata.

Infine, ci possiamo chiedere (e mi chiedo, anche per esperienza personale), il motivo di un modus operandi così superficiale.

La risposta che mi do è semplice: solidificando il meccanismo di garanzia (considerata anche l'operatività internazionale di Jamendo), l'attività di intermediazione (tra artisti e utilizzatori) sarebbe più complessa, ci sarebbero meno aderenti (sia da una parte che dall'altra) e dunque ci sarebbe meno guadagno.

Ciò detto, consentitemi una nota di colore, molto poco tecnica ma, forse, istruttiva: a volte, chi ha un bel giro d'affari riesce a mantenerlo senza problemi, anche se non fa le cose per bene. Ci sono "patti sotterranei".

E vi dico di più: se addirittura le associazioni di categoria, pur consapevoli della possibilità di creare per la musica d'ambiente "circuiti liberi e sicuri", continuano a proporre ai pubblici esercenti accordi con SIAE (in pratica, uno sconticino), significa, come cantava Tonino Carotone, che è un mondo difficile!

martedì, novembre 15, 2011

Buon Natale ®

Dal sito babbonatale.it:
Babbo Natale ha un nome e un cognome: Armando Narciso.
Si tratta di un ferroviere in pensione. L'uomo, che è originario di Quarto, una cittadina del napoletano, è riuscito a "brevettare" il popolare marchio e nel 1992 è diventato legalmente ed ufficialmente il Babbo Natale italiano.

martedì, ottobre 25, 2011

Nonciclopedia: non fermarsi davanti alla morte

Si sa, sulla rete sono pochi quelli che sparano a volto scoperto. I commenti su YouTube, su Facebook, su Yahoo! Answers... sono spesso un ricettacolo di ingiurie e diffamazioni anonime o sotto falsa identità che servono a colpire persone e gruppi: che se le meritino o non se le meritino, sempre di reati si tratta e un reato non ha nulla a che fare con la tanto declamata libertà di espressione sancita dalla tanto richiamata Costituzione. Se esistessero sistemi di prevenzione contro le ingiurie e le diffamazioni tanto efficaci quanto quelli contro le violazioni del copyright, la rete sarebbe il più grande esempio di civiltà. Invece la rete altro non è che lo specchio di questa società: ignorante, cattiva, stupida. La frase "satirica" digitata su Nonciclopedia relativa alla morte di Simoncelli (frase che, per rispetto, non riporterò) mi ricorda la freddura che circolava all'indomani della morte di Senna e Ratzenberger (soprannominati i ragazzi del muretto): non mi ha mai fatto ridere. Mentre scrivo, la home di Nonciclopedia fa "satira" sulla strage di Breivik. Davanti a tanto squallore si resta senza parole. Trovo meno orripilanti le dichiarazioni di Borghezio. Vasco Rossi vuole trovare l'autore della frase su Simoncelli e portarlo in Tribunale? Lo faccia, ha tutto il mio appoggio. Pensavo che la mafia che avanza in nome della libertà fosse l'ultimo stadio di una democrazia malata, invece incomincio a pensare che l'idiozia che avanza in nome della libertà sia l'ultimo atto del de-genere umano... e se abbiamo bisogno di Vasco Rossi, Fiorello e Francesco Facchinetti per accorgerci di questo siamo proprio messi male.

domenica, ottobre 16, 2011

Domanda del giorno dopo

Ma i distruttori dei simboli del capitalismo indossano sacchi di juta e si spostano su dei muli? In caso contrario, perché non bruciano i loro vestiti, le loro moto, i loro denari, quello che mangiano e bevono e la gomma che masticano? Perché il simbolo che colpiscono non è mai quello che hanno più vicino? Basterebbe un minimo di autocritica per capire che il capitalismo non lo incontri ogni tanto per la strada, ma lo costruisci ogni giorno. Comodo giocare agli indiani.

mercoledì, ottobre 05, 2011

Wikipedia: inaffidabile anche quando protesta per il DDL intercettazioni

In questi giorni è scattata la moda dell'autocensura. Prima Nonciclopedia, poi Wikipedia. I motivi sono diversi ma entrambi interessanti: la prima protesta perché Vasco Rossi si è stufato di sentirsi dare del drogato che spaccia davanti alle scuole, la seconda protesta perché il d.d.l. Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. conterrebbe una norma che impedirebbe a Wikipedia di pubblicare liberamente le proprie voci.

Se è chiaro che il diritto di satira non è il diritto di insultare (per cui, a mio modo di vedere, gli amministratori di
Nonciclopedia anziché autocensurarsi in nome del libero insulto dovrebbero semplicemente curare maggiormente la qualità dei contenuti del loro sito "condiviso"), qualche parola in più merita la "serrata" di Wikipedia, che scrive: La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. [...] Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Contestualmente Wikipedia riporta anche parte del contenuto del suddetto comma: Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Wikipedia, però, omette di inserire il comma nel suo contesto, ossia nel testo che andrebbe ad integrare: la legge sulla stampa.

Vediamo allora il testo completo.

Art. 8 - Risposte e rettifiche

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell'articolo 21, può chiedere al pretore, ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.

Mi pare evidente che si sta parlando di stampa e siccome Wikipedia non ha niente a che fare con la stampa (nel comunicato Wikipedia stessa afferma di non avere nemmeno una redazione), non si capisce il perché di tanto clamore.
Ma forse una risposta c'è e si riferiusce a un elemento che i nostri amici "libertari" on-line hanno imparato molto bene da coloro contro cui protestano: il marketing. Insomma, più che un modo per scendere in piazza, mi pare un modo per mettersi in piazza.

Giacché la ratio è quella di impedire alla stampa di far conoscere ai cittadini che razza di porci guidano il paese, dovrebbero essere i giornalisti (tutti: un'utopia) a protestare, non i wikipediani. Questi ultimi potrebbero manifestare la propria solidarietà scendendo in piazza (in quanto cittadini). Insomma, se ogni tanto gli amministratori di Wikipedia muovessero il culo invece di stare dalla mattina alla sera davanti a una tastiera per cancellare quello che secondo loro non è neutrale ed enciclopedico...

mercoledì, settembre 28, 2011

Riproduzioni meccaniche ex art. 2712 cod. civ.

Mi interrogavo sul valore probatorio del fax quando mi è tornata tra le mani la sentenza 6911/2009 della Corte di Cassazione, in cui si stabilisce che la copia di un documento trasmesso a mezzo telefax rientra fra le riproduzioni meccaniche, indicate dall’art. 2712 cod. civ [1] con elencazione non tassativa, che formano piena prova dei fatti o delle cose che rappresentano, qualora la parte contro la quale venga prodotto siffatto documento non lo disconosca, essendo la comunicazione via fax un modo per accelerare la corrispondenza mediante la riproduzione a distanza del contenuto di documenti. Una sentenza da tenere a mente.

[1] Art. 2712 Riproduzioni meccaniche
Le riproduzioni fotografiche o cinematografiche, le registrazioni fotografiche, informatiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.