giovedì, novembre 12, 2009

Perché una licenza copyleft è meglio del pubblico dominio

Su Wikipedia è scritto:
La frase tipica sulle pubblicazioni di Vaneigem è la seguente: Poiché persistiamo nella nostra inimicizia verso le regole della proprietà, ancorché intellettuale, questo testo non è sottoposto ad alcun copyright, sicché è riproducibile ovunque, anche senza citare la fonte. Anche per questo motivo è possibile scaricare integralmente diverse opere di Vaneigem da Internet, in francese o in traduzione nelle principali lingue.
Al di là del fatto che anche la donazione al pubblico dominio presuppone la titolarità di diritti esclusivi (Vaneigem decide che l'opera sarà nel pubblico dominio, dunque Vaneigem implicitamente si dichiara detentore di quegli stessi diritti esclusivi di cui non riconosce l'esistenza), le cose stanno davvero come le descrive Wikipedia? No. Proprio perché questo antesignano dell'open content ha donato i suoi libri al pubblico dominio, gli autori delle traduzioni dei suoi testi diventano titolari di diritti esclusivi sulle stesse. E non tutti i traduttori hanno lo stesso spirito libertario di Vaneigem.

Se
Raoul Vaneigem avesse rilasciato le sue opere con licenza open content con clausola copyleft, i traduttori sarebbero stati obbligati a rilasciare le opere derivate (ossia le traduzioni) sotto la stessa licenza o licenza analoga ed oggi tutti potrebbero fruire liberamente le opere di Vaineigem.

Ecco, dunque, cosa è possibile leggere, ad esempio, su una traduzione in inglese di Storia disinvolta del surrealismo:



giovedì, novembre 05, 2009

1 minuto fa a TG1 Techno

Un servizio di 40 secondi che illustrava le alternative a Windows 7.
Sul software libero si sono limitati a dire che è software non coperto da licenza e gratuito.

venerdì, ottobre 30, 2009

Cucchi: la colpa di non essere un mafioso

Avete mai sentito parlare di qualche mafioso ammazzato di botte in carcere? No. Avrete sentito parlare di celle dorate, con ogni optional: i mafiosi sono protetti e bene accuditi. E più sono pezzi grossi della criminalità organizzata e più sono rispettati.

Peccato, Stefano, Federico, Marcello, Franco... se foste stati dei mafiosi, forse avreste avuto un occhio di riguardo, la debita attenzione, nessuno avrebbe mai osato sfiorarvi con un dito... e oggi sareste ancora qui.

martedì, ottobre 27, 2009

Marrazzo e il grottesco medioevo italiano

Dopo le dimissioni dall’incarico e il ricovero al Policlinico Gemelli, Marrazzo aveva deciso, con il sostegno della famiglia, di trascorrere qualche tempo all'Abbazia a Montecassino, nel frusinate, a sud di Roma, per meditare e ritrovare se stesso. Il medico del Gemelli gli aveva infatti prescritto un periodo di riposo assoluto “per permettergli di recuperare un po' di serenità e di equilibrio” [...].
Marrazzo stava già viaggiando in autostrada, a bordo dell’auto blu diretta al monastero quando, forse per depistare i media che lo seguono senza sosta da giorni, ha fatto sapere di averci ripensato. A quel punto, temendo un assalto dei cronisti, ha fatto cambiare rotta al suo autista, alla volta di una destinazione ancora sconosciuta.

Andava, se tanto mi da tanto, allo stadio (leggendo questo articolo viene quasi da ridere), andava in casini privati, andava dove voleva... e continua ad andare dove vuole: oggi va in convento, anzi, verso luoghi sconosciuti. L'unica cosa che, nel comportamento di Marrazzo (figlio di un grande giornalista, Giò Marrazzo... per fortuna che non ha modo di vedere questo scempio), trovo eticamente scorretta è l'uso che fa dell'auto e dell'autista della Regione (non ho nulla da eccepire sulle sue frequentazioni sessuali e - col senno di poi - comprendo benissimo il suo avere ceduto all'estorsione). Il massacro moralistico dei media e di questo Paese cattoconformista distrugge l'immagine di un uomo la cui unica colpa sembra essere l'utilizzo improprio dell'auto blu, mentre ai reali delinquenti, quattro carabinieri, viene concessa estrema riservatezza e non viene puntato addosso alcun riflettore (si tratterà forse dei magnifici 4 o dei 4 moschettieri).

sabato, ottobre 24, 2009

CopyZero combatte la disoccupazione

venerdì, ottobre 23, 2009

Diventare Papa ha i suoi vantaggi

domenica, ottobre 18, 2009

Senza file sharing si emerge!

In questo filmato presentato da A.F.I., P.M.I. e F.I.M.I., la cantante Francesca Xefteris racconta come il suo gruppo (i Greenwich) sia riuscito a "fare il botto", emergendo tra migliaia di altri gruppi musicali.
Francesca ci ricorda che il file sharing uccide gli artisti emergenti, artisti come i Greenwich, che - a suo dire - non sono fatti per i reality.
La stessa Francesca, tuttavia, si presenta alle selezioni di X Factor 3 e, tra migliaia di altri giovani (molti dei quali ben più dotati di lei), riesce comunque ad emergere (o a riemergere). Altrimenti che emergente sarebbe?
Emerge, emerge... ma ad un tratto la selezionatrice e discografica Mara Maionchi le dice: "No". Poi, accade una cosa che ad X Factor non si era mai vista: la cantante, eliminata, viene ascoltata nuovamente e viene promossa.
Continua l'emersione di Francesca anche nelle selezioni successive... emerge, emerge... e finisce sul palco di X Factor.
Il pubblico la manda due volte a rischio di eliminazione, ma Mara Maionchi puntualmente la salva (a dispetto della considerazione che sembra avere per la ragazza).
Questa è, per il momento, la storia di Francesca Xefteris (in arte Sofia), artista emergente che, ancora una volta, ci fa capire cosa significa avere l'X Factor.

Berlusconi e il Nobel per la pace

L'inno La pace può accompagna la cavalcata del cavaliere verso il Nobel. La voce femminile è, ancora una volta, quella di Loriana Lana. Non serve aggiungere altro.

Silvio forever

La celebre Loriana Lana (in foto), dopo avere firmato con Berlusconi il brano Tempo di rumba e dopo avere pubblicato SMS di Versi, raccolta di brevi poesie d'amore da inviare con il telefonino, con prefazione dello stesso presidente, viene indicata come unica testimonial d'eccezione della campagna per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010. La mia canzone per il Presidente, in cui la Signora Lana esalta il futuro Nobel (?), è uno dei sottofondi musicali che resteranno nella storia di questa Repubblica. Buon ascolto.