lunedì, gennaio 16, 2006

E venne il giorno del Giudizio Universale


Pubblico una lettera aperta che ho scritto alla Redazione di Giudizio Universale.

Gentile Redazione,
il sottoscritto e gli altri ragazzi che compongono Movimento Costozero tutto avrebbero immaginato fuorché vedere Copyzero recensito su un prestigioso mensile come Giudizio Universale.
Che bello - mi sono detto quando ho visto la voce Copyzero inserita nel sommario del numero di gennaio 2006 - anche la stampa si è accorta di noi, corro in edicola.
Ma c'è un altro "tutto avremmo immaginato": tutto avremmo immaginato fuorché vedere Movimento Costozero descritto dal Dott. Enrico Campoli, come un'associazione ai limiti della legalità.
Siccome la giustizia in Italia è lenta siamo ancora tutti incensurati: che pacchia! Quello che ci viene contestato, nel testo alquanto confuso e inesatto dell'articolo, ci pare che consista nel fatto che la nostra Associazione (mettiamo la maiuscola, perché ne andiamo fieri) venderebbe un servizio editoriale (?) anziché offrire un servizio gratuito. E' così? No: la nostra Associazione non vende alcun servizio. La nostra Associzione riceve, come qualsiasi altra Associazione no-profit, donazioni ed offre ai donanti la possibilità di utilizzare gratuitamente un servizio: Copyzero on-line (da non confondere con Copyzero, che non è un servizio da noi offerto ma un meccanismo di autotutela che ognuno pone in essere nel suo privato senza avere alcun tipo di contatto con la nostra Associazione).
Cosa fa allora la nostra Associazione? Conduce qualche losco affare in frode al fisco, qualche losco e grosso affare che merita di essere sputtanato, tra un articolo sulla mafia e un articolo sull'antrace? No, ripetiamo che si tratta di donazioni e aggiungiamo che se smettessimo di offrire il servizio (gratuito), continueremo comunque a ricevere donazioni (in quel caso il presunto illecito diverrebbe ancor più grave?).
Ma quanto è grande questo losco affare? Sulla carta PostePay (non possiamo permetterci di pagare le tasse di un conto corrente: stiamo con le pezze al culo, per usare un'espressione comprensibile ai più) di cui parla il Dott. Campoli, la carta che raccoglie le donazioni al Movimento, quanti soldi sono stati versati all'oggi? Sveliamo l'arcano. Si tratta di circa 150 euro: che scoop! Con questi soldoni, legalmente ricevuti, dobbiamo pagare non solo i pacchetti di marche temporali (100 marche al prezzo di 36 euro) per copyzero on-line, ma dobbiamo anche pagare tutte le spese della nostra Associazione: tutte. Infatti, l'iscrizione al Movimento è gratuita. Siamo decisamente in perdita (Movimento Sottozero, potremmo chiamarci). Ma allora perché facciamo tutto questo? Per quale strano motivo?
Lo facciamo perché, in questo mondo in cui tutto funziona al rovescio, in questo mondo in cui i giornalisti fanno gli articoli sulla nostra carta PostePay (nota come la carta dei paguri), anziché farli sugli "investimenti" di milioni di euro da parte dello Stato in siti web (vedi internetculturale.it ed italia.it, nonché l'intervista che il sottoscritto ha fatto a Marco Travaglio intitolata L'era delle Grandi Opere Digitali), "invenstimenti" di cui parliamo da tempo pressoché totalmente inascoltati da parte dell'informazione che conta, in questo mondo così ingrato a chi opera gratuitamente, a chi, cane sciolto, persegue ideali con concretezza, in questo mondo c'è bisogno di progetti tangibili (dico tangibili, non tangenti): copyzero on-line è un progetto tangibile, che ha un costo di cui noi ci facciamo carico, un costo ricompensato dall'idea, che ci inorgoglisce, di offrire un servizio socialmente utile. Un deposito in SIAE costa 110 euro, con copyzero si spendono 0,36 euro (è il costo di una marca temporale: altro che il "costouguale se non costopiù" di cui parla il Dott. Campoli) e si ottiene la stessa cosa, ossia una prova legale di esistenza di un'opera ad una data certa.
Perché allora non diffondere questa pratica? Perché la SIAE potrebbe offendersi? Perché la SIAE potrebbe diminuire i suoi introiti? Beh, ci dispiace per la SIAE, ci dispiace per il Dott. Campoli, ma noi andiamo avanti, a testa alta, da persone oneste, attive, con iniziative da realizzare e tante cose da dire (molte delle quali assai scomode: ed è una scomodità che ha un prezzo che forse incomincia ad essere troppo alto per noi).
Quindi, ringraziamo il recensore per l'ombrello che ci ha offerto gratuitamente (anche i dubbi che l'articolo solleva sono gratuiti, sebbene, ci auguriamo, ben retribuiti) per ripararci da "liquidi diversi dalla pioggia" (quelli del recensore, evidentemente): ci è servito per capire che anche quattro ragazzi con le pezze al culo possono contare qualcosa in questo mondo di ladri (Copyright di A. Venditti).

Cordialmente,
Nicola A. Grossi

2 commenti:

Tiziano ha detto...

Guarda che se vi attaccano (o vi fanno attaccare) significa che gli date fastidio: non dovete farvi intimidire!! Avanti così!

Giulio ha detto...

Totale supporto alla vostra causa (sperando che non diventi processuale).