Vogliono "cancellare" il pubblico dominio...
... ma prima devono passare sopra i nostri masterizzatori. :-)
Punto Informatico ha pubblicato un articolo sulla petizione di Scarichiamoli!
... ma prima devono passare sopra i nostri masterizzatori. :-)
Le Istituzioni italiane, nelle loro campagne di informazione contro la pirateria multimediale, non ti hanno ancora spiegato che:
- l'atto in sé del masterizzare un cd musicale non significa commettere un reato;
- l'atto in sé del fotocopiare un libro non significa commettere un reato;
- l'atto in sé dello scaricare opere dell'ingegno da Internet non significa commettere un reato.
Occorre vedere
COSA masterizzi,
COSA fotocopi,
COSA scarichi.
Perché
in quel cd, in quel libro, o in quel file potrebbe esserci un'opera dell'ingegno LIBERA:
- un'opera dell'ingegno è LIBERA se è nel pubblico dominio;
- un'opera dell'ingegno è LIBERA se l'autore, con una licenza, ha rinunciato all'esercizio esclusivo di tutti od alcuni diritti di utilizzazione economica.
Se ciò che masterizzi, fotocopi o scarichi è LIBERO,
allora tu non stai commettendo alcun illecito, né civile, né penale.
La libera circolazione della cultura cresce nella condivisione.
RICORDALO A TE STESSO e RICORDALO AI NOSTRI AMMINISTRATORI.
Firma la petizione perché la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali finalmente diffondano una campagna pubblicitaria per la promozione della cultura libera.
L'ha giocata Altroconsumo. E' un'impresa un po' titanica ma tentar non nuoce, soprattutto quando il tentativo è portato avanti da persone competenti. Il WiMax non è certamente l'ultima possibilità che abbiamo per abbattere il digital divide, altre tecnologie verranno introdotte nei prossimi anni (pensiamo alla Power Line Communication): ma è necessario chiarire sin d'ora che non ci sarà mai "democrazia digitale" senza una reale spinta sociale dell'innovazione e senza un riequilibrio concorrenziale del mercato.
Ci voleva la Corte di Giustizia delle Comunità Europee per spiegare alla SIAE che il suo bollino non viene applicato ad un'opera dell'ingegno ma ad un supporto e che dunque si tratta di una "regola tecnica" non opponibile ai privati se non notificata alla Commissione. In attesa che i riferimenti al contrassegno SIAE vengano eliminati dalla legge sul diritto d'autore (lasciamo perdere... ), notiamo, non con qualche perplessità, che la sentenza si riferisce alle opere d'arte figurativa, che, in quanto tali, non necessitano dell'apposizione del contrassegno SIAE nemmeno per l'ordinamento italiano! [1]
Credevano che i loro fans li avrebbero ben ricompensati malgrado fosse possibile scaricare il loro album gratuitamente, e invece l'80% dei fans non ha sganciato un centesimo. Il discografico dei Radiohead parla di clamoroso insuccesso. Si potreebbero fare molte considerazioni in merito, mi limito a dire che avere 1 persona su 5 che paga un album scaricabile gratuitamente non è un insuccesso. Penso che molti artisti metterebbero una firma per un risultato del genere. Il problema è che l'aspettativa del produttore non si è adeguata al modello di vendita adottato. Pensava che i fans fossero dei burattini, e invece, fortunatamente, hanno continuato a pensare con la loro testa, anzi, con il loro stomaco. E quando uno stomaco è soggetto a fame atavica non c'è da farsi troppe illusioni. In altre parole, quella dei Radiohead è stata né più né meno una tattica commerciale (altrimenti non si spiegherebbe la rancorosa delusione): si tratta di un piano di vendita fallimentare, non certamente dell'insuccesso della musica gratuita, che non presuppone né un venditore né tantomeno un acquirente.

Il Partito Pirata chiede la rimozione di Frattini.