martedì, giugno 28, 2011

Se sitononraggiungibile.it non è raggiungibile...

Se sitononraggiungibile.it non è raggiungibile è perché evidentemente c'è gente che ha ancora il senso dell'umorismo.

Ma facciamola finita con le campagne inutili, variamente strumentalizzate dai partiti (perché alla fin fine sempre lì andiamo a parare: società civile partiticamente sponsorizzata). Pensiamo a fare quelle utili. Quante volte, in questi ultimi 10 anni, abbiamo assistito a scene di isteria di massa all'indomani dell'approvazione di qualche "normativa telematica" che si sarebbe fatta un sol boccone della libertà di espressione del povero cittadino? Siccome il web ha memoria, potrei farvi un lungo elenco di links a notizie shock (lungamente ed articolatamente commentate) che il tempo (non la stampa, che ha interesse soltanto al catastrofismo) ha rivelato prive di fondamento.

Enzo Mazza, che non è una persona che mi ispira particolarmente simpatia, scrive: "Non si sta parlando di comprimere le libertà digitali. Qui lo snodo è bloccare l'illegalità diffusa ed aiutare il mercato legittimo. Inibire quindi quelle (poche) piattaforme web palesemente pirata. Non blog, forum, motori di ricerca, siti personali e quant'altro. Ma pirate-bay, btjunkie, dduniverse, roja-directa, ecc!!".

Ecco, la banale verità è questa. Come si fa a credere che la politica dei poteri economici (perché anche dietro ad un'autorità amministrativa indipendente c'è pur sempre la politica dei poteri economici), voglia fermamente impedire alla signora Maria di caricare sul suo blog una foto presa a caso dal web? L'interesse è ben altro, di tutt'altro spessore. Capisco che certi guru del digitale vivono di allarmismi e fanno proseliti, ma stiamo cadendo per l'ennesima volta nel ridicolo.

Apprendere poi la preoccupazione di Gentiloni per la delibera dell'AGCOM lascia sbigottiti. Ragazzi, da che pulpito viene la predica!

Basta. Dicevamo: facciamo campagne sensate. Proprio oggi mi è rivenuta tra le mani la risoluzione 2003/2237(INI) del Parlamento europeo sui rischi di violazione, nell'UE e particolarmente in Italia, della libertà di espressione e di informazione. Sono passati 7 anni ma la situazione italiana, se possibile, è peggiorata.

Il Parmalento Europeo:

rileva che il tasso di concentrazione del mercato televisivo in Italia è oggi il più elevato d'Europa e che, nonostante l'offerta televisiva italiana consti di dodici canali nazionali e da dieci a quindici canali regionali e locali, il mercato è caratterizzato dal duopolio tra RAI e Mediaset, che complessivamente detengono quasi il 90% della quota totale di telespettatori e raccolgono il 96,8% delle risorse pubblicitarie, contro l'88% della Germania, l'82% della Gran Bretagna, il 77% della Francia e il 58% della Spagna;

rileva che il gruppo Mediaset è il più importante gruppo privato italiano nel settore delle comunicazioni e dei media televisivi e uno dei maggiori a livello mondiale, controllando tra l'altro reti televisive (RTI S.p.A.) e concessionarie di pubblicità (Publitalia '80), entrambe riconosciute formalmente in posizione dominante e in violazione della normativa nazionale (legge 249/97) dall'Autorità per la garanzia delle comunicazioni (delibera 226/03) [1];

rileva che uno dei settori nel quale più evidente è il conflitto di interessi è quello della pubblicità, tanto che il gruppo Mediaset nel 2001 ha ottenuto i 2/3 delle risorse pubblicitarie televisive, pari ad un ammontare di 2500 milioni di euro, e che le principali società italiane hanno trasferito gran parte degli investimenti pubblicitari dalla carta stampata alle reti Mediaset e dalla Rai a Mediaset [2];

rileva che il Presidente del Consiglio non ha risolto il suo conflitto di interessi, come si era esplicitamente impegnato, bensì ha incrementato la sua quota di controllo societario della società Mediaset (dal 48,639% al 51,023%): questa ha così ridotto drasticamente il proprio indebitamento netto, attraverso un sensibile incremento degli introiti pubblicitari a scapito delle entrate (e degli indici di ascolto) della concorrenza e, soprattutto, del finanziamento pubblicitario della carta stampata;

lamenta le ripetute e documentate ingerenze, pressioni e censure governative nell'organigramma e nella programmazione del servizio televisivo pubblico Rai (perfino nei programmi di satira), a partire dall'allontanamento di tre noti professionisti su clamorosa richiesta pubblica del Presidente del Consiglio nell'aprile 2002 – in un quadro in cui la maggioranza assoluta del consiglio di amministrazione della Rai e dell'apposito organo parlamentare di controllo è composta da membri dei partiti di governo; tali pressioni sono state poi estese anche su altri media non di sua proprietà, che hanno condotto fra l'altro, nel maggio 2003, alle dimissioni del direttore del Corriere della Sera;

rileva pertanto che il sistema italiano presenta un'anomalia dovuta a una combinazione unica di poteri economico, politico e mediatico nelle mani di un solo uomo, l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri italiano e al fatto che il governo italiano è, direttamente o indirettamente, in controllo di tutti i canali televisivi nazionali;

prende atto del fatto che in Italia da decenni il sistema radiotelevisivo opera in una situazione di assenza di legalità, accertata ripetutamente dalla Corte costituzionale e di fronte alla quale il concorso del legislatore ordinario e delle istituzioni preposte è risultato incapace del ritorno ad un regime legale; Rai e Mediaset continuano a controllare ciascuna tre emittenti televisive analogiche terrestri, malgrado la Corte costituzionale, con la sentenza n. 420 del 1994, avesse statuito che non è consentito ad uno stesso soggetto di irradiare più del 20% dei programmi televisivi su frequenze terrestri in ambito nazionale (vale a dire più di due programmi), ed avesse definito il regime normativo della legge n. 223/90 contrario alla Costituzione italiana, pur essendo un "regime transitorio"; nemmeno la legge 249/97 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo) aveva accolto le prescrizioni della Corte costituzionale che, con la sentenza 466/02, ne dichiarò l'illegittimità costituzionale limitatamente all'articolo 3, comma 7, “nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi, irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso articolo 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo”;

prende atto del fatto che la Corte costituzionale italiana, nel novembre 2002 (causa 466/2002), ha dichiarato che "...la formazione dell'esistente sistema televisivo italiano privato in ambito nazionale ed in tecnica analogica trae origine da situazioni di mera occupazione di fatto delle frequenze (esercizio di impianti senza rilascio di concessioni e autorizzazioni), al di fuori di ogni logica di incremento del pluralismo nella distribuzione delle frequenze e di pianificazione effettiva dell'etere ... La descritta situazione di fatto non garantisce, pertanto, l'attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli "imperativi" ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia ... In questo quadro la protrazione della situazione (peraltro aggravata) già ritenuta illegittima dalla sentenza n° 420 del 1994 ed il mantenimento delle reti considerate ancora "eccedenti" dal legislatore del 1997 esigono, ai fini della compatibilità con i principi costituzionali, che sia previsto un termine finale assolutamente certo, definitivo e dunque non eludibile", e del fatto che ciononostante il termine per la riforma del settore audiovisivo non è stato rispettato e che il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge per la riforma del settore audiovisivo per un nuovo esame in quanto non conforme ai principi dichiarati dalla Corte costituzionale;

prende atto altresì del fatto che gli indirizzi stabiliti dalla commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per la concessionaria unica del servizio pubblico radiotelevisivo, come pure le numerose delibere, che certificano violazioni di legge da parte delle emittenti, adottate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (incaricata di far rispettare le leggi nel settore radiotelevisivo), non vengono rispettati dalle emittenti stesse che continuano a consentire l'accesso ai media televisivi nazionali in modo sostanzialmente arbitrario, persino in campagna elettorale;

auspica che la definizione legislativa, contenuta nel progetto di legge per la riforma del settore audiovisivo (Legge Gasparri, articolo 2, lettera G), del "sistema integrato delle comunicazioni" quale unico mercato rilevante non sia in contrasto con le regole comunitarie in materia di concorrenza, ai sensi dell'articolo 82 del trattato CE e di numerose sentenze della Corte di giustizia, e non renda impossibile una definizione chiara e certa del mercato di riferimento;

auspica altresì che il "sistema di assegnazione delle frequenze", previsto dal progetto di legge Gasparri, non costituisca una mera legittimazione della situazione di fatto e che non si ponga in contrasto in particolare con la direttiva 2002/21/CE, con l'articolo 7 della direttiva 2002/20/CE3 e con la direttiva 2002/77/CE, le quali prevedono, fra l'altro, che l'attribuzione delle frequenze radio per i servizi di comunicazione elettronica si debba fondare su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati;

sottolinea la sua profonda preoccupazione circa la non applicazione della legge e la non esecuzione delle sentenze della Corte costituzionale, in violazione del principio di legalità e dello Stato di diritto, nonché circa l'incapacità di riformare il settore audiovisivo, in conseguenza delle quali da decenni risulta considerevolmente indebolito il diritto dei cittadini a un'informazione pluralistica, diritto riconosciuto anche nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

esprime preoccupazione per il fatto che la situazione vigente in Italia possa insorgere in altri Stati membri e nei paesi in via di adesione qualora un magnate dei media decidesse di entrare in politica;

si rammarica che il Parlamento italiano non abbia ancora approvato una normativa per risolvere il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio, così come era stato promesso che sarebbe avvenuto entro i primi cento giorni del governo;

ritiene che l'adozione di una riforma generale del settore audiovisivo possa essere facilitata qualora contenga salvaguardie specifiche e adeguate volte a prevenire attuali o futuri conflitti di interessi nelle attività dei responsabili locali, regionali o nazionali che detengono interessi sostanziali nel settore audiovisivo privato;

auspica inoltre che il disegno di legge Frattini sul conflitto di interessi non si limiti ad un riconoscimento di fatto del conflitto di interessi del Premier, ma preveda dispositivi adeguati per evitare il perdurare di questa situazione;

si rammarica del fatto che, se gli obblighi degli Stati membri di assicurare il pluralismo dei media fossero stati definiti dopo il Libro verde sul pluralismo del 1992, probabilmente si sarebbe potuta evitare l'attuale situazione in Italia;

[1] Il gruppo Mediaset controlla:
– televisioni (Canale 5, Italia 1 e Rete 4 in Italia e gruppo Telecinco in Spagna)
– televisioni via satellite (che fanno capo a Mediadigit) e digitale terrestre
– pubblicità (Publitalia '80 in Italia e Publiespana in Spagna)
– società legate ai media televisivi (Videotime, RTI Music, Elettronica industriale, Mediavideo)
– società di produzione e distribuzione di prodotti televisivi (Mediatrade, Finsimac, Olympia)
– telecomunicazioni fisse (Albacom)
– portale di Internet (Jumpy s.p.a.)
– distribuzione cinematografica (Medusa, che controlla il distributore Blockbusters)
– gruppi di investimento e servizi finanziari (Mediaset Investment in Lussemburgo e Trefinance)
– compagnia di assicurazioni (Mediolanum)
– società di costruzioni (Edilnord 2000)
– una squadra di calcio (AC Milan)
– la società editoriale Arnoldo Mondadori Editore che include la più grande casa editrice italiana di libri e numerosi periodici
– il quotidiano "Il Giornale" e il quotidiano "Il Foglio".

[2] Per esempio nel 2003 la Barilla ha investito l'86,8% in meno sui quotidiani e nello stesso tempo ha speso 20,6% in più per spot sulle reti Mediaset, la Procter&Gamble meno 90,5% sui quotidiani e 37% in più sulle reti Mediaset; anche una società pubblica come la telefonica Wind ha tagliato del 55,3% la spesa pubblicitaria sui giornali e l'ha aumentata del 10% sui network di Mediaset; inoltre la Rai nel 2003 ha perso l'8% delle risorse pubblicitarie a vantaggio di Mediaset, con un mancato introito di 80 milioni di euro.

Penso che basti leggere un documento del genere per capire che non si tratta di difendere ciò che non ci possono togliere e non hanno interesse a toglierci, ma si tratta di conquistare quello che non ci hanno mai dato. Meditate, gente, meditate.

giovedì, giugno 16, 2011

Modificabilità delle licenze CC

C'è chi sostiene l'inammissibilità di un disclaimer che accompagni una licenza CC modificandone il contenuto. Si tratta di un grave errore.

Creative Commons
ha un potere sulla forma scritta della licenza, non ha alcun potere sul suo contenuto perché il suo contenuto riguarda la gestione di
diritti che sono del licenziante, non di Creative Commons.

Il licenziante può pubblicare, ad esempio, due testi: in uno è contenuta la licenza CC e in un altro si dice: "la licenza CC è da ritenersi valida relativamente ai seguenti punti: [...]".

Inopportuno, poco agevole, lontano da una buona prassi, dalla logica o dai principi che sorreggono l'attività di Creative Commons. Vero, ma così facendo il licenziante non viola alcun copyright, non commette alcun illecito di alcun tipo, non è inadempiente nei confronti di nessuno: semplicemente esercita un suo diritto. Politica, morale, buon senso... sono assolutamente indifferenti al diritto. Poi, se mi sono perso qualcosa, se esiste un accordo anche tacito tra il licenziante e Creative Commons, fatemelo sapere.

mercoledì, febbraio 23, 2011

PDF con firma scansionata: un'assurdità!

E' sempre più frequente la pratica di editare i moduli pdf direttamente sul computer, aggiungendo in calce la propria firma scansionata. A che serve? Assolutamente a nulla: non ha alcun valore probatorio. Se non si dispone di un dispositivo di firma elettronica o, ancor meglio, di firma elettronica qualificata [1], occorre stampare il modulo, compilarlo a mano, aggiungere la propria firma olografa [2] e scansionare il tutto.

[1] Il documento munito di firma elettronica qualificata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni in esso contenute da chi l'ha sottoscritto.

[2] La
copia fotografica ha la stessa efficacia di una copia autentica (la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se non è espressamente disconosciuta) quando la sua conformità con l'originale è attestata da pubblico ufficiale competente oppure non è espressamente disconosciuta. E' bene ricordare che al disconoscimento può seguire una verificazione (accertamento dell'autografia della sottoscrizione) soltanto se la scrittura è in originale.

giovedì, febbraio 17, 2011

Il dono dell'aria

Siccome si dà tanta importanza al fatto che i siti istituzionali nazionali ed esteri adottino o meno le licenze open content, cominciamo col ricordare che le disposizioni contenute nella legge sul diritto d'autore non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere (che poi sono il contenuto più importante e più ricercato su detti siti).

Rinfresco la memoria perché ho visto siti istituzionali "farsi vanto" di rilasciare con licenza libera leggi dello Stato.

Ciò premesso, non mi pare che qualcuno sia mai stato condannato per avere copiato testi da un sito istituzionale.

Esiste ancora un senso della cosa pubblica: forse è il caso di pensare più a quello che a ballare per fare cadere la pioggia sul bagnato.

Inoltre, generalmente i siti delle amministrazioni riportano una nota di copyright da cui si evince che perlomeno è possibile diffondere i contenuti senza scopo di lucro
.

lunedì, settembre 06, 2010

Deposito SIAE: se non paghi il rinnovo, perdi la prova retroattivamente

Molti non sanno come funziona esattamente il servizio deposito opere inedite di Siae, né Siae dà sul proprio sito adeguate informazioni circa le conseguenze del non rinnovo del deposito.

E allora...

L'autore invia il pacco (contenente l'opera) a Siae, Siae lo sigilla in un plico e ogni 5 anni chiede all'autore di pagare per il rinnovo del deposito. Se l'autore non paga e vuole evitare che il pacco venga distrutto, può ritirarlo.

Molti pensano che, ritirato il pacco che è stato qualche anno presso Siae, avranno comunque tra le mani una prova di esistenza dell'opera ad una data certa.

Molti pensano di ritirare il pacco nel plico sigillato di Siae.

Si tratta di gravi errori di valutazione.

Il plico (di Siae: ossia l'involucro sigillato dentro cui Siae ha messo il pacco che l'autore ha inviato a Siae) viene distrutto sempre: è il pacco che, a richiesta dell'autore, viene estratto dal plico e viene a lui riconsegnato.

Ai fini della tutela, che il pacco venga distrutto o ritirato è esattamente la stessa cosa: nel momento in cui il pacco non è più sigillato nel plico e depositato presso Siae è come se il pacco non fosse mai stato inviato a Siae.

In altre parole, il giorno in cui l'autore ritira la sua opera non dispone più di una prova di esistenza della stessa ad una data certa.

E ciò è anche logico: se così non fosse, basterebbe inviare un pacco a Siae e ritirarlo il giorno seguente per procurarsi una prova di esistenza dell'opera ad una data certa senza la necessità di pagare per i rinnovi del deposito.

Questo è uno dei tanti motivi per cui conviene utilizzare copyzero.

giovedì, settembre 02, 2010

La guerra dello yoga

Da La Repubblica.

Viste le dimensioni del business, gli americani stanno cercando di "privatizzare" lo yoga. Negli Stati Uniti impazza la corsa a brevettare i metodi.
Centinaia di "posizioni" sono concupite da chi vuole metterci il suo copyright. Chiunque le pratichi dovrebbe versare un diritto d'autore al proprietario. Lo U. S. Patent and Trademark Office ha già riconosciuto ufficialmente 131 brevetti, e ci sono altre 3.700 richieste in attesa di essere esaminate. Finora si tratta soprattutto di libri, vestiti, Dvd. Ma c'è chi vuole estendere il copyright sui movimenti, le posizioni. E stavolta l'India, solitamente tollerante di fronte a tanti stravolgimenti dello yoga, si ribella. In India lo yoga ha radici antichissime: le prime forme risalgono addirittura al 2.500 prima di Cristo. È legato alla religione induista, è stato quasi sempre insegnato gratis, negli ashram o nei giardini pubblici. L'idea di farne un business privato appare sacrilega. "Furto di yoga", intitolano i giornali indiani. La reazione si organizza, i guardiani dell'antica disciplina passano al contrattacco. Un'agenzia governativa di New Delhi, la Traditional Knowledge Digital Library, ha chiamato a raccolta i più autorevoli yogi dalle nove scuole principali, e li ha affiancati a duecento scienziati. La loro missione: recuperare e scannerizzare tutti i testi millenari che contengono le sutra dello yoga. Lo scibile completo di questa materia include 900 posizioni. Sarà riprodotto con le tecnologie digitali e messo su video, almeno per i 250 esercizi più popolari. "È un patrimonio dell'umanità, a disposizione di tutti, e deve rimanere gratuito" è l'obiettivo ufficiale dell'operazione secondo il suo direttore V. K. Gupta. Da 34 milioni di pagine - l'immensa mole di documenti raccolti - gli indiani vogliono arrivare a un "sunto" da tradurre in inglese, cinese, spagnolo, tedesco e giapponese. "Guai se qualcuno volesse impadronirsi di questa sapienza, benefica per l'umanità". Paradossalmente la guerra per privatizzare lo yoga fu lanciata proprio da un indiano. Nel 2004 il guru di Calcutta Bikram Choudhury, sbarcato a Beverly Hills in California, lanciò lo Hot Yoga in palestre a temperatura da sauna. Quando si accorse che in tutta la California si diffondevano le imitazioni, cercò di brevettare 26 esercizi e di incassare royalties. Oggi lo Yoga "bollente" viene praticato in 400 centri, da San Francisco a Parigi. E Choudhury ha già guadagnato 7 milioni di dollari di copyright.

mercoledì, giugno 23, 2010

Patamu.com: il nome cambia, ma non cambia la sostanza

Non sapevo che Patamu fosse il primo sito in Italia per la marcatura e l'archiviazione gratuita e istantanea delle opere: caspiterina!

Non mi sono mai posto il problema, ma mi piacerebbe sapere copyzero on-line, che è attivo dal 2003, come sta messo in graduatoria. :-)

E chissà come sono messi in gladuatoria gli altri "servizi fotocopia" di copyzero on-line.

Certo che sentir parlare di gratuità e al tempo stesso di offerta speciale fino al 30 giugno fa un po' ridere, però è meglio non ironizzare, altrimenti arrivano i soliti noti e ti insegnano creatività, buone maniere e innovazione. ;-)

martedì, maggio 04, 2010

Un pomeriggio al telefono con Maurizio Maggiani...

... a parlare di copyleft, anarchia, arte, letteratura, storia... davvero una bella persona, dotata di un'immaginazione e una sensibilità straordinarie.

Qui l'intervista per Scarichiamoli.org

domenica, aprile 18, 2010

Software libero: la parola alla Corte Costituzionale

Questa sentenza della Corte Costituzionale è stata accolta nel mondo del software libero come una manna dal cielo. In particolare, hanno destato esultanza queste parole: [...] anche il software cosiddetto “libero” costituisce un’opera dell’ingegno e, pertanto, è oggetto di diritto d’autore come ogni altro programma per elaboratore [...].

Chi l'avrebbe mai detto: anche l'acqua calda è acqua!

martedì, marzo 16, 2010

Diritti connessi, diritti sui generis e licenze che non licenziano

Sul rapporto tra diritti sui generis (in materia di banche dati) di cui all'art. 102-bis LdA e una licenza come la creative commons si possono fare considerazioni analoghe a quelle fatte in relazione ai diritti connessi: non basta licenziare i diritti d'autore perché il licenziatario abbia tutti permessi necessari per utilizzare liberamente (e nei limiti previsti dalla licenza) l'esemplare di un'opera e l'opera stessa.

Pertanto, sarebbe opportuno che un progetto come Open Street Map adottasse una nuova licenza, specifica per i database.

mercoledì, febbraio 24, 2010

Truffa alla nigeriana: risvolti umoristici

L'epistolario che segue avviene tra un truffatore e una persona che finge di cadere nella frode. Quest'ultima si spaccia per una certa Ruzena Vinsova, una signora boema che oramai ci ha abbandonato da parecchi decenni... e l'ignaro truffatore si fa prendere per i fondelli in modo piuttosto plateale.
La frode telematica incomincia con un'e-mail che il truffatore invia come Perreto Luis, un tale che si troverebbe in stato di cancro terminale e che prima di morire vorrebbe garantirsi il paradiso con qualche buona azione: una donazione di 80.000 euro.
Sono Perreto Louis
l'ex banchiere. Durante la mia carriera mi hanno compiuto operazioni redditizie. In questo momento tutte le mie transazioni sono state nel mio conto in banca in un paese dell'Africa occidentale con l'ex presidente. I medici hanno diagnosticato la diagnosi del cancro terminale è chiaro morirò dal ... mi è stato consigliato dal padre della mia chiesa, dopo la confessione e fare una donazione. Ho già avuto associazioni. Riceverai una donazione di 80 000 euros. Sono in viaggio ... La prego di accettare questo dono e mi domanda Preghiera equo e solidale. Questo è importante per me: la sensazione di aver fatto qualcosa sulla terra. Si prega di contattare il notaio per la vostra donazione Notaio Dossu cabinet.dossou@ovi.com
Grazie
P.L
La "Signora Vinsova" contatta il notaio in questione.
Salve, io ricevuto lettera di pessona qui sotto che parlare di donazione. Scusare me pe mio taliano ma io di boemia.
Ruzena Vinsova
Il "notaio" risponde immediatamente.
Ho ricevuto il vostro maglio introduttivo difatti.scusate il mio italiano.il francese è la lingua ufficiale di qui. ho ricevuto un memo da parte del Signore Louis Perreto che mi informava della donazione fatta ha il vostro riguardo ed avrebbe augurato che prenda lo schienale per condurrvi attraverso la procedura di trasferimento di donazione.Vi prego di considerare l'atto del mio cliente.Questo è molto reale e legale ma poiché è una donazione ha titolo disinteressato ed esente da ogni debito voi potete rinunciare. Il mio cliente che non ha famiglia, per ragioni religiose e ha causa del suo granchio in fase terminale ha portato la sua scelta su voi. Devo informarvi che questa donazione è di ordine privato fatto da una persona fisica e deve seguire dunque necessariamente e conformarsi ai leggi envigueurs in Repubblica del Benin poiché i fondi previsti per questo atto sono domiciliati alla Banca del mio Cliente in Rép. del Benin e dunque il trasferimento di questa donazione si farà del verso il vostro paese ed attraverso questo trasferimento ci sono diverse formalità ed obblighi per conformarci alla legislazione ed operare questo trasferimento di donazione in ogni legalità.Per questo fare c'occorrerà dichiarare la detta donazione vicino al Tribunale di Prima Istanza di Cotonou per rendere officiell'acte ed introdurre la procedura ufficiale di trasferimento. In questo caso volete trasmettermi per courriel una copia del vostro documento di identità o fotocopia, il vostro indirizzo completo e numeri di telefono per stabilire l'atto di donazione che è la dichiarazione l'ufficializzazione della donazione dunque. Questo atto sarà legalizzato e sarà registrato al tribunale di prima istanza di Cotonou e ciò permetterà il collocamento ha poi disposizione dei fondi per la banca per il mezzo di trasferimento della vostra scelta.Questo passo non saprebbe mettere del tempo ci possiamo arricciarla molto velocemente. Sono joignable all'OO22993007155 Nell'attesa della vostra risposta ricevete i miei saluti più distinti...
Il vostro devoto Notaio Dossou
La "Signora Vinsova" invia il suo documento di identità.
Invio carta t'itentità.
Mio indirizzo essere via del Truffatore 18 - 34149 Trieste.
Attendere nuove istruzioni, grassie.
Ruzena Vinsova
Il "notaio" incomincia a fregarsi le mani.
I di aver ricevuto la tua mail con il tuo ID ©. Da Lunedi riceverete il Deed of Gift e dare la sua approvazione prima di seguire il giudice e la banca.
Grazie per la vostra collaborazione.
Notaio Dossou
Arriva lunedì: il "notaio" invia alla "Signora" l'atto di donazione (scaricatelo e guardatelo perché è un'autentica barzelletta) che ha preparato proprio per la "Signora" (dispiace davvero far lavorare questi truffatori per nulla... ).

Vi invio questo maglio per informarvi che l'atto di donazione è stabilito.Ve lo mando in locali uniti.Aspetto per iscritto la vostra accettazione ed approvazione per courriel su questo atto. Questo atto dovuto stato legalizzato e registrato al livello del tribunalsuivi del vostro documento di identità questo è in seguito la procedura di ufficializzazione della donazione noi andiamo a passare quella del collocamento ha disposizione dei fondi per la banca. La banca vi libererà i fondi una volta che riceverà l'atto di donazione legalizzata e registrato al tribunale e come l'ho detto questo precedentemente è la dichiarazione e l'ufficializzazione della donazione. Questa procedura al tribunale implica delle spese amministrative di 115 euros che vi chiedo di mettere a disposizione per il compimento di questo passo al tribunale.Questo vi farà rientrare legalmente nei vostri diritti.Una ricevuta del tribunale vi sarà mandata a titolo di giustificativo ed un attestato sull'onore se volete.Volete farmi giungere le vostre coordinate bancarie o farmi sapere se augurate un assegno dei che avrò finito la fase legalizzazione e registrazione al tribunale la banca possa farvi giungere la donazione.Un documento giustificativo della banca che conferma il trasferimento vi sarà mandato..Prendete buono ricevimento del messaggio ed aspetto delle vostre notizie.
Ricevete i miei saluti
L'"anziana Signora" pone al "notaio" proprio la domanda che il "notaio" desidera.
Come io potere dare a voi i 115 euros?
Atendo nove istrusioni, grassie.
Ruzena Vinsova
Qui avviene un piccolo intoppo nell'iter della truffa. Il "notaio" sbaglia il copia-incolla e si mette a parlare con un certo Sig. Graziano (probabilmente una persona che è davvero caduta nella trappola).
Sig. Graziano,
Grazie per la vostra approbation.Pour mandarmi le spese della corte vi darò una procedura molto semplice e rapide.Va l'ufficio postale e ha chiesto di fare un ufficio della Western Union dispone di queste informazioni:

Mittente: Ruzena Vinsova
Beneficiaro: RUSTICO FULBERT
Domanda: Colore
Risposta: Verde
Paese: Benin

Una volta fatto, vi prego di eseguire la scansione della posta ricevuta che si dà.
Mr. Rustico è il nostro commercialista.
Mi aspetto di iniziare la nuova cartella per il giudice e finire con essa lo stesso giorno e andare in banca per finalizzare esso;
Il mandato fattibile Western Union è l'articolo è disponibile in fretta che ci permette di fretta;
In attesa di sentire da lei da allora.
Non dimenticate di menzionarmi le vostre notizie bancarie affinché si possa trasferirvi i fondi una volta la procedura al tribunale finisce.Tutti i giustificativi vi saranno mandati durante la procedura.Aspetto di vostre nuovo domani per continuare la procedura.
Ricevete i miei saluti
Notaio Dossou
La "Signora" incomincia ad avere dei dubbi... :-)
Io non mi chiamare Graziano ma Vinsova, chi è Sig. Graziano?
Io non capito cosa dovere fare alla posta. Se tu potere spiegare per bene a me, grassie.
Ruzena Vinsova
Ma il "notaio" prontamente dà la colpa alla segretaria! :-D
Signora Vinzova vi prego di scusare la segretaria che ha fatto ue errore con un vecchio schienale.mi occupo personalmente adesso del vostro schienale.
Per l'invio delle spese del tribunale vi prego di andare ha la posta e chiedere ha fare Western Unione un vaglia.
Vi si chiederà delle notizie per l'invio ed utilizzate qui quelli che vada a darvi:
 
Mittente: Ruzena Vinsova
Beneficiaro: RUSTICO FULBERT
Domanda: Colore
Risposta: Verde
Paese: Benin

Una volta fatto, vi prego di eseguire la scansione della posta ricevuta che si dà.

Voletemi scanner la ricevuta che la posta vi darà quando avrete fatto il vaglia così potremo cominciare la procedura al tribunale e ha la banca.Mandandomi la ricevuta della posta evoyez io anche le notizie bancarie affinché il trasferimento di donatio si faccia e stesso tempo.
Aspetto delle vostre notizie di qui il.
Notaio Dossou
Cosa diavolo sarà lo "schienale"? La "Signora" comunque ringrazia. :-D Sorge un nuovo problema: la "Signora" non ha l'agenzia nei paraggi.
Grazie per schienale.
Io non avere agenzia Western Union vicino casa, come fare allora?
Ruzena Vinsova
Il "notaio" consiglia di andare comunque alle poste.
Vai alla poste.Le mandato ufficio Western Union ha fatto la poste.Ou chiedere l'ufficio postale più vicino a voi o si può faire.Si sei villaggi profughi verso la città sarà sempre più complicato proche.Sinon © per un ulteriore mandato dossier.le Western Union è più veloce.
Notaio Dossou
La "Signora" non risponde più... (forse è troppo occupata a ridere) e il "notaio" si preoccupa. :-)
Signora, non ho più delle vostre notizie.Questa è una rinuncia ha la donazione?
Aspetto delle vostre notizie per sapere quale orientamento dare allo
schienale
La "Signora" tranquillizza il "notaio".
Domattina andare alla posta, tu aspettare che io fare tutto per bene.
Ruzena Vinsova

Conto su di voi domani mattina per continuare il file.Devi potrebbe mi hanno comunicato di allora.
In previsione di domani ricevere il saluto nuovo.
Notaio Dossou
Il giorno seguente non arrivano notizie dalla "Signora" e il "notaio" si preoccupa.
Caro signora Vinsova, aspetto sempre delle vostre notizie come previsto stamattina per potere iniziare lo schienale al tribunale.
Grazie per tenermi molto rapidamente informato.Noi accuson del ritardo nello schienale perché l'atto di donazione è datato.Voi ed io comprendete il valore del tempo
Notaio Dossou
La "Signora" conferma l'accredito, ma non mostra la ricevuta.
Tutto a postolo. Fatto versammento di 115 euros stammatina. Aspettare tue notizie.
Ruzena Vinsova


Signora Vinsova,
Se avete fatto il trasferimento mi prega di eseguire la scansione della ricevuta del post e mi dia un codice di dieci cifre elencate sul recu.
Je dettoQuesto mi aspetto molto vite. non capire la vostra lassismo.
Notaio Dossou
La scassione ora non potere fare pecché mio nipote non essere a casa e io non sapere come usare scanner.
Che numero tu volere?Money transfer control No??
Ruzena Vinsova
Signora Vinsova,
sì che il numero è quello che sto cercando: money transfer control No
Vi prego di inviarmi questo vite.Il molto deve anche mandarmi le vostre informazioni della banca per trasferire il denaro una volta che la procedura si conclude in tribunale o farmi oir sav se si desidera un assegno bancario.
Attesa. Grazie
La "Signora" è molto anziana e non vede benissimo...
Mio numero di conto corrente già dato te. Ora non ricordare. Numero monei trasferel control essere 2944702839.
Mi pare pecché io essere ansianna e non avere occhiali buonni.
Ruzena Vinsova
L'amaro epilogo... mi resterà sempre nel cuore "nessuno mette altrettanta negligenza in un schienale". :-D
Signora Vinsova, Apparentemente amate gli scherzi ciò che non è il mio caso visto il serio del mio lavoro.Il numero del trasferimento non esiste.Dunque non avete fatto di trasferimento questo è ciò che dice la posta qui.Perciò non mi avete dato mai il vostro numero di conto per farvi trasferire la donazione.O ve mi fate il trasferimento e scanner la ricevuta perché deve avere uno in italie tutta intero voi mi avete molto scannée il vostro locale di identtité.O mi fermo ogni scambio che sarà cosidéré come una rinuncia.
Non darò seguito che ha il vostro maglio dopo avere ricevuto un promosso scané della posta o considero degli aujoud'hui che è una rinuncia.Nessuno mette altrettanta negligenza in un schienale.
Aurevoir signora e buona fortuna nella vostra vita.Addio

mercoledì, gennaio 27, 2010

Cambiare la Costituzione senza conoscerla: si può?

Il servizio de Le Iene andato poco fa in onda è davvero inquietante: i nostri parlamentari (parliamo anche di ministri ed ex ministri come Rosi Bindi) non conoscono nemmeno l'art. 1 della Costituzione. Non ho parole. Mi vergogno per loro.

mercoledì, gennaio 13, 2010

Il Logo Hadopi viola il copyright

Il logo Hadopi, Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet, viola il copyright in quanto utilizza un esclusivo carattere tipografico disegnato nel 2000 da Jean François Porchez per France Telecom: il Bienvenue. La notizia non è passata inosservata.

E noi in Italia? Non abbiamo qualche ente preposto alla difesa del copyright che lo viola? Stay tuned. :-)

giovedì, dicembre 31, 2009

Domani migliaia di opere cadono nel pubblico dominio

Domani migliaia di opere cadono nel pubblico dominio e c'è già chi, come COMMUNIA, invita a condividerle in rete e fuori dalla rete, senza però specificare nel disclaimer la cosa più importante: fate attenzione a condividere soltanto ciò che cadrà nel pubblico dominio.

Chiedetevi, ad esempio, perché i materiali che trovate su Liber Liber, relativi ad opere nel pubblico dominio, sono rilasciati con una licenza e, dunque, non sono nel pubblico dominio.

Una cosa è il contenuto e una cosa è il contenente (che però è tutt'uno con il contenuto!).
Una cosa è un brano musicale e una cosa è la registrazione dell'esecuzione del brano stesso.

Il contenente è assai spesso sotto fullcopyright e questo vincola inevitabilmente anche il contenuto.

Quindi, domani, evitate di condividere "alla cieca": prima di scannerizzare i libri, grabbare i cd... assicuratevi di poterlo fare (
mi riferisco anche alle misure tecnologiche di protezione, che comunque non si devono aggirare).

Questo, a mio avviso, è il disclaimer più importante e tristemente significativo (considerando anche la tendenza all'allungamento dei diritti connessi).

Ci sarebbe addirittura da scrivere un HowTo (dal titolo apparentemente paradossale: come condividere le opere nel pubblico dominio senza violare il copyright).

Buon anno a tutti.

giovedì, novembre 12, 2009

Perché una licenza copyleft è meglio del pubblico dominio

Su Wikipedia è scritto:
La frase tipica sulle pubblicazioni di Vaneigem è la seguente: Poiché persistiamo nella nostra inimicizia verso le regole della proprietà, ancorché intellettuale, questo testo non è sottoposto ad alcun copyright, sicché è riproducibile ovunque, anche senza citare la fonte. Anche per questo motivo è possibile scaricare integralmente diverse opere di Vaneigem da Internet, in francese o in traduzione nelle principali lingue.
Al di là del fatto che anche la donazione al pubblico dominio presuppone la titolarità di diritti esclusivi (Vaneigem decide che l'opera sarà nel pubblico dominio, dunque Vaneigem implicitamente si dichiara detentore di quegli stessi diritti esclusivi di cui non riconosce l'esistenza), le cose stanno davvero come le descrive Wikipedia? No. Proprio perché questo antesignano dell'open content ha donato i suoi libri al pubblico dominio, gli autori delle traduzioni dei suoi testi diventano titolari di diritti esclusivi sulle stesse. E non tutti i traduttori hanno lo stesso spirito libertario di Vaneigem.

Se
Raoul Vaneigem avesse rilasciato le sue opere con licenza open content con clausola copyleft, i traduttori sarebbero stati obbligati a rilasciare le opere derivate (ossia le traduzioni) sotto la stessa licenza o licenza analoga ed oggi tutti potrebbero fruire liberamente le opere di Vaineigem.

Ecco, dunque, cosa è possibile leggere, ad esempio, su una traduzione in inglese di Storia disinvolta del surrealismo:



domenica, ottobre 18, 2009

Senza file sharing si emerge!

In questo filmato presentato da A.F.I., P.M.I. e F.I.M.I., la cantante Francesca Xefteris racconta come il suo gruppo (i Greenwich) sia riuscito a "fare il botto", emergendo tra migliaia di altri gruppi musicali.
Francesca ci ricorda che il file sharing uccide gli artisti emergenti, artisti come i Greenwich, che - a suo dire - non sono fatti per i reality.
La stessa Francesca, tuttavia, si presenta alle selezioni di X Factor 3 e, tra migliaia di altri giovani (molti dei quali ben più dotati di lei), riesce comunque ad emergere (o a riemergere). Altrimenti che emergente sarebbe?
Emerge, emerge... ma ad un tratto la selezionatrice e discografica Mara Maionchi le dice: "No". Poi, accade una cosa che ad X Factor non si era mai vista: la cantante, eliminata, viene ascoltata nuovamente e viene promossa.
Continua l'emersione di Francesca anche nelle selezioni successive... emerge, emerge... e finisce sul palco di X Factor.
Il pubblico la manda due volte a rischio di eliminazione, ma Mara Maionchi puntualmente la salva (a dispetto della considerazione che sembra avere per la ragazza).
Questa è, per il momento, la storia di Francesca Xefteris (in arte Sofia), artista emergente che, ancora una volta, ci fa capire cosa significa avere l'X Factor.

venerdì, ottobre 02, 2009

Alla tua salute, SIAE

Aperitivo a base di musica filozero:

lunedì, settembre 28, 2009

Una perla giuridica by Hacker Journal

Sul n° 185 dell'Hacker Journal trovate un articolo su Total Recall (software per la registrazione delle telefonate su cellulare) firmato da Massimiliano Brasile.

Al termine dell'articolo trovate le seguenti note Note legali:
L'utilizzo di un software come TR, in Italia, è al limite della legalità mentre negli Stati Uniti dov'è sviluppato c'è maggiore flessibilità. Per poterlo utilizzare dovremmo avvisare prima il nostro interlocutore che stiamo registrando la telefonata in corso (così come fanno i numeri verdi dell'assistenza clienti delle carte di credito ad esempio) per non incorrere in un vero e proprio reato. Dall'inizio del
1998 infatti la legge dichiara che è esente da pena soltanto chi registra chiamate d'emergenza a scopo d'assistenza, di salvataggio e di sicurezza. Può quindi essere autorizzato a non avvisare della registrazione solo il cittadino che riceve chiamate ad esempio moleste (ottimo quindi per difendersi dai casi di stalking), ma negli altri casi è bene avvisare. Infatti tali registrazioni possono essere acquisite in eventuali processi e avere valenze penali. Inoltre far utilizzare un terminale con TR attivo in modalità nascosta a un ignaro utente è espressamente vietato perché è equiparato a un'intercettazione abusiva (vedi http://www.avvocatotornielli.it/page20b.html).
Quindi attenzione: TR è un tool che sa fare davvero bene il suo mestiere, ma va usato con estrema cautela.

Cosa c'è di vero e cosa c'è di falso in queste "note legali"?

Partiamo dal vero:
Chiunque fraudolentemente, prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
(primo comma dell'art. 617 c.p.).
Chiunque fuori dei casi consentiti dalla legge, installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine di intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone è punito con la reclusione da uno a quattro anni. (primo comma dell'art. 617-bis c.p.).
Soltanto l'autorità giudiziaria può legittimamente intercettare (peraltro con precisi limiti di ammissibilità: art. 266 c.p.p.) conversazioni o comunicazioni.
Pertanto, la parte in verde è vera.

Adesso vediamo cosa è falso: praticamente tutto il resto.
Non sussiste alcun obbligo di avvisare il nostro interlocutore, dato che non stiamo effettuando una intercettazione ma una semplice registrazione (assolutamente legittima): registrare la conversazione tra noi e il nostro interlocutore non integra le fattispecie di cui agli artt. 617 e 617-bis c.p.

Nelle "note lagali" rileviamo, a tal proposito, anche una palese contraddizione: se la registrazione senza preavviso della conversazione tra noi e il nostro interlocutore fosse illegale, la stessa registrazione non sarebbe producibile in giudizio come prova (documentale). Si tratterebbe di prova acquisita illegittimamente e dunque non utilizzabile.

Ma la vera perla è la citazione della legge che
dall'inizio del 1998 dichiarerebbe che è esente da pena soltanto chi registra chiamate d'emergenza a scopo d'assistenza, di salvataggio e di sicurezza.

Esiste davvero questa legge? Certo, in Svizzera! :-D


Nota sulle "note legali"
Quando si scrivono delle note legali, bisogna essere sicuri di ciò che si afferma e bisogna essere molto precisi, anche nei riferimenti normativi. Altrimenti, è meglio evitare di scriverle.

martedì, settembre 22, 2009

Luca Neri non ci sta

I pirati italiani volevano il loro profeta e hanno avuto Luca Neri: perfetta applicazione della legge (consumistica) del contrappasso. Questo abbiamo detto... in tanti.

Ma Luca Neri non ci sta: raccoglie le critiche e le rispedisce ai mittenti (tra i quali indica anche questo blog).

Tuttavia, sembra che Neri non abbia ben capito il senso delle critiche che gli sono state rivolte.

Non gli è stato detto che rilasciando il libro sotto full-copyright avrebbe guadagnato milioni di euro, ma che era del tutto evidente il fatto che il sito no-copyright.net, la Festa dei Pirati ecc. fossero una squallida (e aggiungiamo pure misera, se proprio Neri ci tiene) operazione commerciale ed autopromozionale. La strumentalizzazione di un fenomeno sociale e politico.
Neri ricorda che del libro esiste anche un'edizione pirata: e dunque? Tutti i libri full-copyright hanno un'edizione pirata. E' proprio la scelta del full-copyright
(non la pirateria) a creare l'illegalità e la repressione. Si può guadagnare ed avere successo anche senza full-copyright, dunque, anche senza incatenare chi scarica liberamente alla commissione dell'illecito.

Non è poi questione di denaro nemmeno quella relativa alla licenza.
I libri sulla deforestazione stampati su carta patinata danno fastidio agli ecologisti (indipendentemente dal loro costo); le Feste del Verde organizzate per promuovere un libro stampato su carta patinata, danno fastidio agli ecologisti; le magliette e le sciarpe del WWF indossate dai cacciatori, fanno ridere gli ecologisti... occorre andare avanti con le "sottili" metafore o il concetto è chiaro? Nel mondo esistono anche gli "ecologisti" e la loro coerenza (che non è una sorta di integralismo religioso, ma, semplicemente, banalmente, tautologicamente coerenza): consiglio a Neri di farsene una ragione.

sabato, settembre 19, 2009

In nome del popolo delle multinazionali: una sentenza sulla copia privata

Leggo su ilsole24ore.com questa sentenza del Tribunale di Milano e non posso non rabbrividire davanti alla sudditanza psicologica che le multinazionali possono vantare anche nelle sedi giudiziali.

Il caso in breve: misure tecnologiche di protezione vs copia privata; Tizio acquista un DVD di cui non è possibile fare una copia privata; dunque, chiede riparazione e risarcimento danni al produttore.

Il dispositivo chiave è il testo dell'
art. 71-sexies LdA:

1. E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater.

2. La riproduzione di cui al comma 1 non può essere effettuata da terzi. La prestazione di servizi finalizzata a consentire la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persona fisica per uso personale costituisce attività di riproduzione soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 13, 72, 78-bis, 79 e 80.

3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle opere o ai materiali protetti messi a disposizione dei pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, quando l'opera è protetta dalle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater ovvero quando l'accesso è consentito sulla base di accordi contrattuali.

4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3,
i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.


Il giudice respinge la richiesta di parte attrice perché
il sistema di protezione non consente di eseguire una singola copia dell'opera, anche in formato analogico, in quanto all'epoca in cui il supporto è stato acquistato dall'attore (2004) non esistevano sistemi di protezione che tecnicamente consentissero tale possibilità.
Siccome l'alternativa del produttore era tra applicare una TPM che non consentisse copie o rinunciare ad applicare una TPM (con pregiudizio allo sfruttamento normale dell'opera di cui al comma 4 art. cit.) allora l'aver impedito la copia privata è, secondo il giudice, legittimo.

La suddetta motivazione desta qualche perplessità.

Fondamentale è distinguere tra
copia privata e copia di riserva.

Il
diritto alla copia privata è un diritto alla riproduzione che tu acquisti dopo avere pagato l'equo compenso (che dovrebbe tenere conto, in base all'EUCD, dell'apposizione o meno di misure tecnologiche di protezione; invece, l'equo compenso, in Italia, non è stato calcolato tenendo conto di questo aspetto: grossa lacuna): posso tenere un cd in auto ed uno in casa ed utilizzare entrambi contemporaneamente.

Il
diritto alla copia di riserva, invece, lo hai per il semplice fatto di avere acquistato un prodotto digitale (un software) contenuto in un supporto che si può deteriorare facilmente (non entra il gioco l'EUCD su questo) ed ha lo scopo di preservare l'integrità di ciò che si è acquistato: è una copia che si fa e si mette da parte.

La giurisprudenza (sentenze 1769/97 della Pretura di Pescara e 11581/01 della Corte d'appello dell'Aquila) ha da tempo esteso analogicamente il vigore dell'art. 64-ter LdA (che riguarda la copia di riserva e che non parla di sfruttamento normale dell'opera: [...] Non può essere impedito per contratto, a chi ha il diritto di usare una copia del programma per elaboratore di effettuare una copia di riserva del programma, qualora tale copia sia necessaria per l'uso. [...]) anche agli audiovisivi.

Questo significa che:
1.
la copia di riserva degli audiovisivi deve essere sempre possibile;
2.
trattandosi di copia atta a preservare l'integrità dell'acquistato, se l'originale sta su digitale, la copia di riserva non può che essere digitale (un film in dvd costa quasi il doppio di un film il vhs perché oltre alla qualità digitale puoi anche disporre di tutte le funzionalità messe a disposizione dal dvd: cambio lingua, selezione scene, backstage... ): tu consumatore paghi quella qualità e quelle funzionalità e hai il diritto (a cui non puoi rinunciare nemmeno per contratto) di preservarle (indefinitamente).

Pertanto,
l'attore, a mio modo di vedere, aveva tutto il diritto di fare una copia di riserva (copia digitale) del dvd:
1. in qualsiasi momento dopo l'acquisto;
2. ogni volta che il dvd in uso fosse diventato inutilizzabile.


Il concetto è semplice e presuppone una piccola dose di buon senso (peraltro il menù di un dvd è un software, non un audiovisivo). Ma il buon senso, anche quando è stato solcato dalla giurisprudenza, quasi mai tende a trovare spazio davanti alle multinazionali.

Che fare allora?

Da una parte, incominciare a parlare di diritto alla copia di riserva (giacché in pochi lo conoscono); dall'altra, cambiare l'art. 71-sexies (l'EUCD consente un certo spazio di manovra) affinché la copia privata digitale sia sempre possibile.

Scarichiamoli!, da tempo, propone questo cambiamento con la campagna a favore della copia privata digitale.