Vendola, l'illuminato
Come già aveva fatto con me in privato, Richard Stallman ripete la dichiarazione di Vendola anche in pubblico: he said he had learned something important about the political aspects of computing.
Per capire che il software ha una valenza politica non è bastata la lettera che gli è stata scritta (in italiano) - ricca di riferimenti politici e sociali - o la stessa relazione della legge già in cantiere (che ha un forte connotato politico): Vendola continuava a credere che free software was just a kind of computing technology e nulla più.
Per fortuna è arrivato Stallman dall'america per un "corso accelerato di alfabetizzazione politica" (in inglese o spagnolo) e così adesso abbiamo un Presidente della Regione Puglia consapevole, talmente consapevole da considerare ancora cosa buona e giusta l'intesa con Microsoft.
Nichi, amore, ripensaci...
Non ci ripenserà mai.
Così come i primi sottoscrittori dell'appello (Folena e il suo portaborse Iodice) si guardarono bene dal ripensare alla modifica dell'art. 70 della legge 633/1941.
Avete equivocato - risposero - non dovete preoccuparvi.
E adesso la risposta è la stessa: avete equivocato, non dovete preoccuparvi.
Il fatto è che chi governa fa l'esatto contrario di quello che pretende quando sta all'opposizione.
E allora cosa dovremmo fare? Tacere? Ma certo che no.
A mio modo di vedere, 100 lettere aperte diverse da parte di 100 associazioni diverse fanno molto più rumore e sono molto meno "gestibili" di una lettera sottoscritta da 100 associazioni.
Usate i media... fate pubblicare video in cui ogni utente si rivolge a Vendola... usate la fantasia per farvi sentire, ma state alla larga dalla solita banda di politici, politicanti e soggetti politicizzati che ogni volta si mette a capo di campagne per una libertà di cui si infischierà non appena andrà al governo.
Microsoft è nelle istituzioni come una specie di virus installato nel sistema politico. E' lì che va battuto il chiodo. Vendola è un politico, non un antivirus.
Noi ci accorgiamo di questo cancro ogni volta che emerge un atto pubblico, ma è già tardi. A quel punto non si torna indietro.
Un fronte comune è semmai da farsi sul versante delle imprese che "credono" veramente nel software libero; una unione (ad esempio, un'associazione di categoria) in grado di competere con Microsoft, di porsi come valida alternativa alle offerte "vantaggiose" che Microsoft puntualmente avanza, di interloquire con i governatori senza che questi possano cavarsela con un "siete soltanto dei fissati che fanno guerre di religione".
Non vi aspettate che un amministratore, che spesso fa i conti al centesimo (salvo rubare quando è delinquente, ma è un'altra storia), dica di no al certo per l'incerto.
L'alternativa va messa in campo prima, con tutte le certezze e le garanzie del caso. Altrimenti ogni volta assisteremo sempre allo stesso squallidissimo spettacolino.