mercoledì, febbraio 27, 2008

Agli innamorati delle licenze creative commons non commercial

Avete presente l'innamorato con la margherita?
"M'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama... ".
Ecco, in giro ci sono molti innamorati delle licenze cc-nc, i quali, tutti i giorni, sfogliano la margherita: "E' commerciale, non è commerciale, è commerciale, non è commerciale... ".

E tutto questo accade per due righe di licenza che dicono:
"primarily intended for or directed toward commercial advantage or private monetary compensation" (nella versione italiana: "prevalentemente intesa o diretta a perseguire un vantaggio commerciale o un compenso monetario privato").

Siccome le licenze cc riportano, leggermente modificati, alcuni pezzi di codice USA, speravo che i loro redattori avessero copiato e incollato anche la definizione di "non commerciale" (in tal caso avremmo avuto un riferimento normativo chiaro), invece sembra che la definizione sia "originale".

Tuttavia, abbiamo a nostra disposizione una sorta di "interpretazione autentica":
negli "appunti di lavoro" di cc.it, infatti, si affermano due cose (tra loro correlate):
1. la nozione di "fine di lucro" ex LdA è più ampia di quella di sfruttamento commerciale così come descritta nelle licenze cc;
2. lo scopo di lucro indiretto (si fa l'esempio del fine promozionale) è compatibile con una licenza cc-nc.

Come sapete, il lucro è una species del genus profitto.
A sua volta il lucro può essere diretto o indiretto, a seconda che, rispettivamente, vi sia o non vi sia un compenso monetario (per citare la stessa cc-nc).

Secondo l'"interpetazione autentica", quindi, l'ambito del non commerciale è da limitarsi allo scopo di lucro e, più precisamente, allo scopo di lucro diretto.

Questa interpetazione mi sembra assai logica e coerente in quanto, nel testo della licenza cc-nc si usa l'avverbio "prevalentemente". Ragionando ab contrariis, dobbiamo chiederci: che differenza c'è tra fine prevalentemente commerciale e fine non prevalentemente commerciale?
La risposta è semplice: la differenza è la stessa differenza che intercorre tra scopo di lucro diretto e scopo di lucro indiretto.

Se così non fosse, ci troveremmo davanti all'impossibilità di fatto di utilizzare una licenza cc-nc, perché qualsiasi opera pubblicata su Internet può recare (quasi automaticamente) un profitto o uno scopo di lucro indiretto a chi la utilizza (su un blog, ad esempio).

Quindi, il mio invito è quello di smettere di sfogliare la "margherita" o comunque - nel dubbio (perché, se non accettate questa interpretazione, restate pur sempre nel dubbio) - di tenere sempre ben presente l'ipotesi più scomoda: evitate di rilasciare con licenza cc le vostre opere se non volete che altri le utilizzino per farsi pubblicità o, più genericamente, per profittarne.

Questo è il mio ultimo post sul trito e ritrito argomento.
Adesso ricominciate pure a sfogliare la margherita.

2 commenti:

juan ha detto...

Come al solito una spiegazione magistrale.

Anonimo ha detto...

Grazie, davvero illuminante.