Grazie al progetto Innovascuola, più di 3.000 scuole (l'elenco è on-line sul sito del ministero) hanno ricevuto computer portatili corredati di software didattico.
Nel capitolato tecnico troviamo un paragrafo interessante:3.5. Sistema operativo Sui Computer portatili dovranno essere installati almeno due (dual boot) dei sistemi operativi di seguito descritti.
I sistemi sono:Linux - kernel v.2.6.x Microsoft Windows Vista Business Apple MAC OS X Versione 10.x
Morale: l'utilizzo di GNU/Linux non è indispensabile, mentre l'utilizzo di almeno un sistema proprietario è obbligatorio.
Tra i questiti relativi alla gara ne troviamo uno che merita attenzione: Quesito n. 35 Al paragrafo 3.5. Sistema operativo dell' "Allegato 1 dello Schema di Contratto - Capitolato Tecnico", viene richiesto quanto segue:"Sui Computer portatili dovranno essere installati almeno due (dual boot) dei sistemi operativi di seguito descritti". I sistemi operativi da Voi indicati sono "Linux - kernel v.2.6.x", "Microsoft Windows Vista Business", "Apple MAC OS X Versione 10.x". Ci risulta sia impossibile configurare (per problemi di "licensing") un dual boot contenente almeno due dei sistemi operativi indicati. Si chiede se è accettata la configurazione delle macchine con un solo sistema operativo, scelto dal cliente ed inserito nella macchina all'atto della produzione della stessa. Risposta n. 35 Si chiarisce che per “dual boot” si intende la capacità del sistema di poter in qualsiasi momento utilizzare alternativamente o contemporaneamente almeno due dei sistemi operativi indicati anche attraverso partizioni e/o l’uso di macchine virtuali. Nel primo caso ad ogni avvio si sceglierà il sistema operativo da utilizzare nel secondo caso si può passare ad un altro sistema senza riavviare la macchina. In ogni caso la visibilità reciproca dei file systems deve essere comunque garantita fra un sistema e l’altro.
Il Ministero ignora la domanda e ribadisce l'obbligatorietà del dual boot. Non sia mai detto che una scuola possa avere un computer senza sistema proprietario!
Ok, ma non è finita qui. Microsoft ha sbaragliato la concorrenza donando tutto il materiale oggetto del bando di gara alle scuole: insomma, il primo numero di Innova la tua scuola è in edicola GRATIS. ;-)
Resta, però, da porsi una domanda: siamo sicuri che nei portatili forniti alle scuole oltre a Windows Vista (presumibilmente immancabile) sia stato incluso anche GNU/Linux o Apple (come prevede il capitolato tecnico)?
Date queste premesse, è lecito supporre che anche il Piano di E-Government 2012 si indirizzi verso Microsoft, già scelta come partner per il progetto Compagno di classe, che ha l'obiettivo di dotare gli studenti della scuola primaria di un PC a loro dedicato (resistente – leggero – sicuro – a basso costo) come strumento didattico.
Il menù che vedete a sinistra non è tratto dal blog personale di Brunetta, ma dalla home del sito ufficiale del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, su cui il Ministro pubblica le vignette contro Brunetta (notare: vignette contro, non vignette su... strano modo di intendere la satira), stila classifiche e premia con medaglie d'argento e cerimonie istituzionali gli autori più graffianti. Idea simpatica ed esorcizzante (o forse un semplice caso di eccentricità), ma al cittadino che è in me, memore delle lezioni "garantiste" di certa destra, sembra tanto un uso privatistico del servizio pubblico.
Fortunatamente sul sito del Ministero non trovate soltanto vignette, ma anche il Piano di E-Government 2012, che ci riserva una perla: l'ennesimo finanziamento (29,58 milioni di euro) per italia.it, il famigerato portale nazionale del turismo. Ma 29,58 milioni non bastano: occorrono altri 20 miloni per la valorizzazione sul portale nazionale di poli turistici identificati e realizzati dalle Regioni finalizzati a promuovere, a livello internazionale, mete turistiche locali.
Ovviamente anche per l'altro discusso portale, il portaledella cultura (ora inserito nelProgetto CulturAmica), sono stati stanziati 10 milioni di euro al fine di rendere accessibile il vasto patrimonio di risorse e documenti, provenienti da archivi, musei, biblioteche, fondazioni, regioni, enti locali, altri enti pubblici e privati dei vari settori della cultura italiana, descrivendone le informazioni secondo una classificazione comune e condivisa.
Ma l'iniziativa che merita la palma d'oro è il Progetto Emoticons, che ha l'obiettivo di costituire un sistema di customer satisfaction, attraverso il quale il cittadino potrà giudicare ogni pratica attraverso l’utilizzo di indicatori grafici (smile), al quale collegare un sistema premiante che permetta di premiare e pagare di più gli uffici con il maggior numero di valutazioni positive. Il costo del progetto è in corso di definizione, ma non c'è dubbio che anche questo ci costerà qualche milione di euro. Chi è che diceva che un sorriso non costa niente? :-)
Ho letto sia L'arte dell'inganno che L'arte dell'intrusione e devo dire che mi hanno piuttosto annoiato (soprattutto il primo, che è tutta farina del sacco di Mitnick).
Penso che il social engineering di Mitnick fosse possibile soltanto negli USA e fino alla metà degli anni '90, quando Internet non era ancora un fenomeno di massa. Del resto lo stesso Kevin sottolinea come gli statunitensi siano un popolo particolarmente credulone... e leggendo i vari esempi di "attacco ingegneristico" riportati nel libro non si può certo dargli torto.
La maniacale accuratezza con cui Mitnick descrive i vari tipi di inganno e le possibili "cure" risulta un po' eccessiva: da una parte, perché le tecniche fraudolente funzionano solo con impiegati estremamente ingenui, dall'altra, perché se un impiegato è estremamente ingenuo reagirà poco anche alle cure.
Il secondo libro descrive 10 casi esemplari di hacking, anzi, di cracking... e proprio per questo non risultano molto interessanti. Il racconto più divertente è forse il primo: la storia di 4 ragazzini che, nei primi anni '90, smontano una macchina di videopoker per carpirne i segreti e vincere al Casinò. Ma nulla in confronto alle recenti imprese di cinesini che mandano in pagamento le newslot inviandogli un file tramite il dispositivo bluetooth del cellulare. Insomma, penso che il libro avrebbe meritato la narrazione di imprese un po' più "ingegnose".
Stavo leggendo questo e riflettevo sull'opportunità di chiedersi, preliminarmente, se la concessione in licenza riguardi il corpus mysticum o il corpus mechanicum. Bianco o nero? La domanda non mi pare adeguata perché, quando si parla di licenze, prevale un grigio consistente nel fatto che mentre il corpus mysticum è sempre oggetto della licenza, il corpus mechanicum lo è soltanto eventualmente. In altre parole, una licenza può riguardare entrambi: il corpus mysticum (ossia il bene immateriale opera) ed eventualmente una sua particolare rappresentazione (cui può riferirsi un numero indeterminato di esemplari... a mio avviso è fondamentale non identificare il corpus mechanicum con l'esemplare).
L'autore esercita i diritti sull'opera, mentre i titolari dei diritti connessi esercitano i diritti sulla rappresentazione dell'opera (ad esempio, la registrazione di un brano musicale). Ambedue le categorie esercitano diritti sugli esemplari dell'opera (il vero e proprio supporto: vedi misure tecnologiche di protezione).
Riepilogando: - l'opera è, ad esempio, lo spartito musicale (che non è carta ma linguaggio, puro pensiero: corpus mysticum); - la rappresentazione dell'opera è, ad esempio, l'esecuzione (umana) dello spartito di cui sopra (che è materia: una sequenza di onde sinusoidali); - l'esemplare dell'opera è il supporto su cui la rappresentazione della stessa è fissata (il file, il cd... ).
Se si imposta il discorso così, secondo me diventa tutto più lineare e comprensibile. E si aprono anche affascinanti scenari sull'interpretazione della "terza dimensione" delle opere dell'ingegno, le immagini: se un'immagine è riproducibile con un computer - e certamente lo è - allora significa che esiste un pensiero "immaginifico" in cui il corpus mysticum trova la sua consistenza.
Il Presidente Napolitano esprime apprezzamento per l'iniziativa (n.d.r. Linux Day) che,nel diffondere l'utilizzazione del software libero, concorre a far conoscere e a rendere accessibile la cultura informatica e le sue tecnologie consentendo così la più ampia fruibilità del nuovo sistema di comunicazione ed informazione che su di esso si basa.
Belle parole (accolte da molti con grande soddisfazione), ma se volete valutare il reale interesse di Napolitano per il software libero, ricordatevi che l'attuale Presidente della Repubblica, quando era parlamentare europeo, votò a favore dei brevetti software.
Si aprono davvero nuovi scenari perché queste agenzie, oltre ad essere molte (alcune anche di rilievo) e ad avere una clientela sempre nuova e vasta, operano nel mondo della musica e dello spettacolo. Qui stiamo andando ben oltre gli orizzonti che Filozero aveva visto: i pubblici esercenti... il Bar Mario. Stiamo a vedere cosa succede.
Ho la sensazione che si facciano tante belle chiacchiere ma che non si arrivi mai a nulla di concreto. E non so nemmeno se arrivare a fare in Italia quello che sta sperimentando Buma/Stemra in Olanda abbia molto senso.
Perché??
Quasi nessun iscritto a Siae si pone il problema della compatibilità tra il liCCensing e l'iscrizione a detta società: rilasciano con CC e pubblicano su web senza chiedere alcuna autorizzazione a Siae. Dal canto suo, nemmeno Siae si pone il problema: il 70-75% dei brani italiani caricati su Jamendo, ad esempio, è di autori iscritti a Siae, ma non mi risulta che Siae abbia mai preso provvedimenti nei confronti di qualche autore o di Jamendo.
Tutto questo accade perché i piccoli autori ignorano il Regolamento Generale Siae e Siae ignora i piccoli autori. Quale migliore garanzia per la diffusione della Conoscenza se non questa reciproca Ignoranza?
E si tratta di tutto il repertorio: senza distinzioni di sorta. Altro che commerciale e non commerciale. La realtà ha già superato di gran lunga le aspettative più rosee... io credo in tutto il mondo. E ancora si parla di possibili tavole rotonde, valutazioni... per organizzare una caccia ai dinosauri?
Anche per la flat tax mi sembra che possa valere analogo ragionamento: tutto il mondo scarica tutto gratis, ma si vorrebbe che gli utenti incominciassero a pagare un canone per quello che scaricano. E' come dare l'anticoncezionale a un bambino già nato.
Queste pratiche funzionano soltanto in un sistema in cui c'è un elevato grado di controllo: stiamo attenti a disegnare boschetti fioriti senza considerare che sono i posti in cui vivono le serpi.
Nell'articolo si legge: E così, in occasione dell'incontro, tocca allo stesso Joi Ito portare il primo affondo. "Io sono un fotografo amatoriale", ha detto, "e ovviamente ho pubblicato le mie foto online proteggendole con una licenza CC".
Spero che si tratti di una traduzione molto poco fedele perché se così non fosse l'affondo - considerando anche il contesto - lo avrebbe fatto a CC.
Comunque non sarebbe gravissimo: anche questo fa parte di quella Ignoranza che rende le persone più sicure e felici.
Articolo 3 Interferenza illecita per quanto riguarda i sistemi Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché l’atto intenzionale di ostacolare gravemente o interrompere il funzionamento di un sistema di informazione mediante l’immissione, la trasmissione, il danneggiamento, la cancellazione, il deterioramento, l’alterazione, la soppressione di dati informatici o rendendoli inaccessibili sia punito come reato se commesso senza diritto, almeno per i casi gravi.
Articolo 4 Interferenza illecita per quanto riguarda i dati Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché l’atto intenzionale di cancellare, danneggiare, deteriorare, alterare, sopprimere o rendere inaccessibili dati informatici in un sistema di informazione sia punito come reato se commesso senza diritto, almeno per i casi gravi.
Articolo 5 Istigazione, favoreggiamento nonché complicità e tentativo 1. Ciascuno Stato membro provvede a che l’istigazione, il favoreggiamento nonché la complicità e il tentativo in ordine alla commissione dei reati di cui agli articoli 2, 3 e 4 siano punibili come reati. 2. Ciascuno Stato membro provvede a che il tentativo di commettere i reati di cui agli articoli 2, 3 e 4 sia punibile come reato.
Per questa decisione (cui l'Italia ha l'obbligo di conformarsi dal 16 marzo 2007) il netstrike può essere considerato illegale. E' chiaro che è difficile dimostrare l'intenzionalità dei singoli, ma per quanto riguarda le fattispecie di cui all'art. 5 potrebbe bastare qualche post su una mailing list.
La decisione in oggetto ricevette aspre critiche da parte di giuristi e politici sin dal 2003, quando era ancora una semplice proposta: leggete qui e qui.
A che punto siamo? Date un'occhiata a questo documento, in cui si menziona espressamente il denial of service avvenuto in Estonia l'anno scorso contro alcuni siti istituzionali. Libera manifestazione di un pensiero dissenziente? Non lo so, ma so come andò a finire: un ragazzino venne arrestato proprio per avere incitato a quel DDoS.
Se qualcuno riesce a reperire il testo presentato dall'Italia, me lo indichi, grazie.
Mancano tre giorni all'apertura dell'Archivio Filozero. Oggi ho avuto il piacere di sentire in anteprima qualche brano e devo dire che sono davvero sorpreso nel vedere tanta qualità nella musica e tanto entusiasmo nei musicisti partecipanti. Qualcuno ci diceva che gli artisti non avrebbero mai avuto la pazienza di generare le licenze, di chiedere i certificati di firma elettronica, di firmare - con questi certificati - le licenze stesse, di imparare a utilizzare i software per la firma elettronica, di leggere i relativi manuali per capire come apporre una firma multipla... ma quel qualcuno si sbagliava. E si sbagliava di grosso. E' la prima volta che in Italia si tenta un esperimento così importante per la musica libera: non stiamo parlando del solito CD musicale per promuovere le licenze creative commons, ma della creazione di un grande circuito no SIAE/SCF e dell'abbattimento di quei muri di gomma con cui le società di collecting ancora si fanno scudo. E' la prima volta che gli artisti si avvicinano alla firma elettronica per sottoscrivere delle licenze e questo, secondo me, ha un grande valore indipendentemente dal contesto musicale. Mi fermo qui: avremo modo di parlare più diffusamente di questa piccola grande rivoluzione nei prossimi giorni. Stay tuned.
Premesso che chi scarica artworks all rights reserved senza scopo di lucro non commette un reato, ma è passibile di sanzione amministrativa, e che, nel p2p, soltanto la messa a disposizione dell'opera scaricata-scaricanda ha rilevanza penale, sembrerebbe che, nel file sharing, sia impossibile separare i due aspetti.
Però, considerando che un insieme casuale di bit non rappresenta un'opera e che tramite un client p2p (pensate a BitTorrent) quasi mai il singolo condivisore mette a disposizione l'intero file ma soltanto una porzione dello stesso(che comunque non corrisponde a una parte di opera)l'integrazione della fattispecie penale non mi pare così scontata.
La GdF può sequestrare il mio HD e trovare un sacco di file nella directory pubblica di BitTorrent, ma se il PM non dispone dell'intercettazione del flusso dei dati, come fa a dimostrare che ho condiviso in un modo piuttosto che in un altro? Non può: in dubio pro reo.
Certo, essendo possibile estinguere il reato versando una sorta di oblazione, ognuno farà i suoi conti, però bisognerebbe incominciare a valutare un poco la "magia" del p2p.
Viene diffusa a caratteri cubitali l'equazione libero = gratuito. Ma la vera perla è questa: Sono gratuiti perché il codice sorgente dei software è liberamente consultabile sul web e lo sviluppo viene effettuato da liberi programmatori le cui modifiche però prima di essere approvate, devono superare l'esame di una commissione centrale.
Dunque se vuoi modificare un software libero devi attendere il parere di qualche Camera dei Fasci e delle Programmazioni. :-)
Pullunano oramai le fondazioni fondate sui liberi saperi: Free Software Foundation, prega per noi... Free Hardware Foundation, prega per noi... Wikimedia Foundation, prega per noi... Wikipedia Foundation, prega pernoi... Open Knowledge Foundation, prega per noi... Wu Ming Foundation, prega per noi... Telematics Freedom Foundation, prega per noi... Electronic Frontier Foundation, prega per noi...
Fondazioni su fondazioni, talvolta rifondazioni che si fondono e si rifondono nelle idee e nei costumi.Viene nostalgia di Stirner, che disse ho fondato la mia causa sul nulla: un po' di fondazioni in meno e un po' di idee in più non guasterebbero, ma viviamo nella società dei cicli e dei ricicli storici-comici-idieologici per cui nulla si butta e tutto si ricicla (anche perché smaltire la spazzatura è sempre più difficile).Anche io ho pensato di fondare una fondazione: la SCF. Sì, la sigla è ovviamente riciclata ma non si tratta della Società Consortile Fonografici bensì della...
Questo tipo di firma può essere utilizzato, ad esempio, da più licenzianti (es. Mario e Claudio) per apporre la propria firma ad una licenza: ognuno aggiunge la propria firma alla licenza. Anche il licenziatario (es. Luca), ovviamente, potrà aggiungere la sua firma.
Apposizione della firma multipla controfirma.
In questo caso, il sottoscrittore non si limita ad apporre la sua firma sulla licenza ma controfirma la firma di un altro sottoscrittore; è come se dicesse: "Io Claudio sottoscrivo quello che Mario ha sottoscritto". La controfirma può essere utilizzata per convalidare un'altra firma.
Curiosità: sfogliando l'albero delle firme multiple (in cui possiamo trovare - insieme - sia firme del primo che del secondo tipo) capiremo come si è sviluppata nel tempo un'opera a cui abbiano contribuito molti autori (pensate al software libero, alle enciclopedie... ).
Provate a prendere confidenza anche con questo tipo di strumenti: sono più facili da utilizare di un telefonino e non occorre ricaricarli. :-)
Chiunque diffonde musica in pubblico è tenuto ad avere una licenza di SCF? Risposta: Sì, a meno che non si tratti di musica eseguita dal vivo. Ma è davvero così? E' sufficiente che la musica sia registrata (fattispecie davvero molto molto ampia)? Non deve forse trattarsi anche di musica di soggetti iscritti ad SCF?
Si può trattare direttamente con il produttore. Se, dunque, il produttore ha rilasciato la musica con licenza libera, non solo non è necessario acquistare la licenza di SCF, ma non è necessario nemmeno rivolgersi al produttore.
Nei miei post ho sempre preso per i fondelli Pirate Bay, evitando accuratamente di scendere nel merito. Ieri ricevo un messaggio da parte di un utente che mi chiede di spiegare sul blog le ragioni dell'inapplicabilità del sequestro preventivo... Scusate, ma proprio non riesco a commentare atti giudiziari che riguardano Pirate Bay: non vorrei che qualcuno pensasse che quel sito ha qualcosa in comune con le libertà digitali. Preferirei parlare di Vanna Marchi. E' meno trash dei banner di Pirate Bay.
Avevo già messo in guardia i miei lettori dal modus operandi della GdF (mettere in guardia dalla guardia: o tempora o mores!) e dalle procure poco "aggiornate". Minotti pubblica il suo sconforto e, purtroppo, queste condotte irresponsabili (quelle dei magistrati!) non sono affatto imprevedibili. Ecco perché continuo a ripetere che, quando si va in giro a dire che il contrassegno SIAE non è al momento obbligatorio,non si compie un'azione meritoria se si omette di ricordare che, DI FATTO, la non apposizione è aleatoria.
Come già dicemmo a suo tempo, finché la legge non cambia, non aspettiamoci grandi operazioni intellettuali (dico "grandi" con sarcasmo) da parte dei preposti. Soprattutto quando sono in gioco gli interessi di grandi parassiti come SIAE. Potremmo fare 1000 altri esempi analoghi e ben più gravi. Welcome to Italy.
Marco Ciurcina ha pubblicato sul suo blog un articolo molto interessante (soprattutto per la tecnica deduttiva), in cui perviene alla conclusione che il p2p libero convenga a tutti.
A mio avviso, ci sono, però, un paio di postulati che non reggono:
1) La percentuale di persone che, in tutto il mondo, scambiano File sapendo che è illegale e, se fosse disponibile, utilizzerebbero una Licenza, è uguale alla percentuale di italiani che pagano il canore RAI.
Chi paga il canone RAI avverte un controllo dell'autorità molto più elevato rispetto a chi scambia file: per questo paga, non paga per il semplice fatto che qualcuno gli chiede di pagare.
2) Il prezzo che le persone che scambiano File sarebbero disposte a pagare per una Licenza è uguale al costo del canore RAI per il 2008 (Euro 106,00).
Nessuno sarebbe disposto a pagare 106 euro per compiere un'azione che da sempre effettua senza pagare. Nessuno sarebbe disposto a pagare 106 euro senza avvertire un maggiore controllo da parte dell'autorità.
Credo che la strada per la "liberalizzazione" del p2p non possa essere trovata con una flat tax. Penso che se le stesse opere che si trovano sul p2p fossero disponibili via Internet ad un prezzo irrisorio, gli utenti le acquisterebbero. Una formula vincente potrebbe essere la vendita di una licenza con validità annuale per scaricare tutte le opere (audio, video, libri ecc.) presenti in un uno store on-line. Se il negozio vende beni diversificati e aggiorna frequentemente la lista dei prodotti, diventa competitivo anche in rapporto al p2p, che richiede tempo e ricerca.
Grazie a Zerosign, Filozeropassa dal mondo analogico (licenza cartacea) al mondo digitale (licenza elettronica). La semplificazione è notevole: in pochi passaggi l'artista associa con certezza nome, licenza ed opere; in pochi passaggi l'utente scarica la musica e controfirma la licenza. Ovviamente verranno fatte delle compilation per agevolare gli scaricatori nella selezione e masterizzazione dei generi musicali d'interesse. E verrà creata anche una mappa pubblica del circuito Filozero: sarà un modo per abbattere i muri di gomma e il terrorismo parassitari.