Vorrei dire ancora qualcosa sul Grillo "profeta della Conoscenza", perché ho fatto una scoperta assai curiosa.
In molte occasioni, come anche nell'intervista radiofonica che trovate qui (ultima parte), Beppe Grillo ha parlato del copyright, dei brevetti e delle royalties come i veri ostacoli alla libera Conoscenza.
Siamo d'accordo, talmente d'accordo che gli abbiamo pure scritto una lettera, alla quale lui, però, non ha mai risposto.
I DVD di Grillo restano full-copyright.
Ma non c'è problema, se non di coerenza.
Dice Grillo, nell'intervista:
"[...] La prossima battaglia è questa: la conoscenza libera da diritti d'autore, libera assolutamente da royalties e da brevetti. Sono questi i grandi freni della conoscenza... sono questi brevetti, royalties... noi siamo copyleft, non copyright, siamo creative commons [...]".
Belle parole. E noi le condividiamo (profili semantici a parte).
Poi però, dopo avere sentito parlare del "caso Gestimar" (la società dei fratelli Grillo che chiese di poter usufruire del condono, dallo stesso Grillo tanto stigmatizzato), mi sono chiesto di cosa si occupi esattamente questa s.r.l. (che Beppe, apprendo, possiede al 99%).
Così sono andato su Infoimprese.it e ho scoperto che la Gestimar s.r.l. ha, tra le altre attività, "[...] LA REALIZZAZIONE ED ASSUNZIONE IN PROPRIO DEI DIRITTI RELATIVI ALLA REGISTRAZIONE DI MARCHI, BREVETTI ED OGNI OPERA DELL'INGEGNO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL CAMPO ARTISTICO E COMMERCIALE. LA SOCIETA', CON L'OSSERVANZA DELLE DISCIPLINE NORMATIVE TEMPO PER TEMPO VIGENTI, POTRA' ASSUMERE E CONCEDERE AGENZIE, COMMISSIONI, RAPPRESENTANZE, CON O SENZA DEPOSITO, E MANDATI, ACQUISTARE, UTILIZZARE E TRASFERIRE BREVETTI E ALTRE OPERE DELL'INGEGNO UMANO, COMPIERE RICERCHE DI MERCATO ED ELABORAZIONE DI DATI PER CONTO PROPRIO E DI TERZI, CONCEDERE E OTTENERE LICENZE DI SFRUTTAMENTO COMMERCIALE [...]"
Ancora: non c'è problema, se non di coerenza.
Coerenza comica che però non mancò quando, davanti alla denuncia al ragazzino che vendette a prezzo di costo qualche copia del suo dvd, rispose: "Io non ho denunciato nessuno, sono stati i miei avvocati".
Battutona che assomiglia tanto a quest'altra: "Io la barca [n.d.r.: come D'Alema] non c'e l'ho! L'ho venduta sei mesi fa!". Si consoli allora, il "povero" Grillo, col suo parco auto, in cui non potrebbe certo organizzare la festa dell'idrogeno.
Ma non c'è problema, se non di coerenza.
Non parlategli, però, della sua incoerenza, delle sue sviste... si incazza (vedi confronto radiofonico con Paolo Attivissimo, che secondo Grillo sarebbe "uno che comincia adesso...").
E' passato dallo sfasciare i PC sul palco al loro elogio: potrebbe sembrare incoerente anche questo, invece non lo è.
Era con la demagogia che li spaccava ed è ancora con la demagogia che li elogia.
E tanti avrebbe trovato pronti a seguirlo nella distruzione di prodotti informatici, tanti ne trova pronti a seguirlo nella "prossima battaglia", la strenua lotta per la Conoscenza.
Dopo la segnalazione dell'ennesimo evento presenziato da Stallman, qualcuno commenta:
E BASTA! CI HA ROTTO IL CAZZO IL BARBONE! BASTA ANDARE DA STALLMAN STA MINCHIA! BASTA GNU LENUCS! BASTA EMACS! BASTA PAGARE VIAGGI A
QUESTO ACCATTONE DI MERDA CHE SONO ANNI CHE GIRA IL MONDO A GRATIS PER DIRE LE SOLITE 4 DICO 4 MINCHIATE. E' VENUTO IN ITALIA QUANTI MESI FA? POCHI POCHISSIMI. PENSATE CHE DIRA' QUALCOSA DI DIVERSO? NO! BASTA!!! BI A ESSE TI A.
Sante, sante, parole.
Negli ultimi mesi alcune felici realtà cinematografiche hanno scelto di utilizzare CopyZero on-line per proteggere i loro lavori.
Penso a Kiss Me Lorena de I Licaoni, primo film italiano completamente scaricabile da Internet gratuitamente, penso a 13 Variazioni su un tema barocco e Même père même mère, prodotti da malastrada.film e incentrati su tematiche sociali di alto profilo.
Lunga vita al cinema indipendente.
Un accordo imbarazzante (e noto, per cui non mi soffermerò nel descriverlo), soprattutto se consideriamo quanto dice la Finanziaria 2007:
Priorita' dei progetti da finanziare 895. Nella valutazione dei progetti da finanziare, di cui al comma 892, e' data priorita' a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto. I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un web individuato dal Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili.
Contributo per la realizzazione dei progetti per la societa' dell'informazione 892. Al fine di estendere e sostenere in tutto il territorio nazionale la realizzazione di progetti per la societa' dell'informazione, e' autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Con decreto di natura non regolamentare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali per gli interventi relativi alle regioni e agli enti locali, individua le azioni da realizzare sul territorio nazionale, le aree destinatarie della sperimentazione e le modalita' operative e di gestione di tali progetti.
Con quali soldi verranno finanziati i centri di Microsoft?
Le risposte potrebbe incominciare a darle il Sottosegretario Magnolfi, che qualche mese fa andava in giro per l'Italia a sbandierare la suddetta norma della finanziaria 2007.
Il Ministro Nicolais, invece, ha regalato una pagina di brutta storia quando, poco prima dell'inizio della conferenza stampa, parlando con il rappresentante di Microsoft (a microfono aperto), si preoccupava di avere la possibilità di spiegare che comunque il Ministero appoggia l'open source... una coda di paglia lunga come un treno.
E io pago!
Guardate questo tariffario.
Stiamo parlando di molti milioni di euro.
Provate a immaginare cosa accadrebbe se i negozianti sapessero che possono fare a meno di pagare quei soldi (soprattutto per le filodiffusioni non è poi così importante che non si possa sentire Laura Pausini, non vi pare?): più musica libera ovunque e più musica trasmessa in generale.
Organizziamo un archivio di musica libera "certificata", e che Rivoluzione sia.
Ho parlato con SIAE (potete farlo anche voi: 06/59902281) e ho trovato questa conferma:
- se la musica d'ambiente che trasmettete nel vostro locale è musica nel pubblico dominio o rilasciata con licenza libera,
- se la licenza in questione (inequivocabilmente associata ad una determinata opera e ad un determinato autore) è sottoscritta (con firma olografa o digitale) dall'autore,
- se l'autore e gli esecutori non sono iscritti a nessun organismo di intermediazione nazionale (SIAE, IMAIE) o internazionale (e questo risulti dalla licenza),
potete trasmettere la vostra musica liberamente e gratuitamente, senza chiedere alcun permesso a SIAE.
All'ispettore SIAE che venga a farvi visita dovrete consegnare: copia dei brani e copia delle licenze relative.
Sarà SIAE a dover dimostrare che sussiste un fatto sanzionabile, ossia che, in realtà, voi state utilizzando materiale di autori iscritti alla SIAE o ad altre società di intermediazione (SIAE non può operare al di fuori del suo mandato).
E adesso, tutti i congiuntivi esortativi del caso:
cha la notizia venga diffusa il più possibile,
che essere autori di musica libera non iscritti alla SIAE sia un'occasione per farsi conoscere in tutti i locali che trasmettono musica e che vogliono smettere di pagare SIAE,
che venga creato un database "certificato" della musica libera, cui tutti i gestori dei locali possano attingere per scaricare i brani e le relative licenze sottoscritte digitalmente.
Movimento Costozero sta lavorando alla realizzazione del database ed ha già promosso gli strumenti che consentono di liberarsi da SIAE:
CopyZero e le licenze CopyZero X.
Per il momento: buona musica libera a tutti.
“Il Dottor Jose Luis, che è titolare di un bar chiamato Direxxion000, è stato sorpreso nell’atto di diffondere musica all’interno del suo locale dagli agenti della Sociedad General de Autores y Editores (SGAE), la SIAE spagnola. Il Dottor Jose Luis ha tentato di difendersi dall’accusa di violazione dei diritti degli autori mostrando la licenza Creative Commons che accompagnava i brani da lui diffusi. Nonostante questo, la SGAE lo ha ugualmente trascinato in giudizio ed il tribunale gli ha dato torto, ingiungendogli il pagamento delle sanzioni per la violazione del diritto d’autore e accollandogli le spese processuali… ”.
Questo è l’inizio dell’avvincente storia che Alessandro Bottoni, racconterà nella sua presentazione dal titolo: “Chi ha incastrato le Creative Commons?”.
Un nuovo appuntamento per la rassegna “Scaricare da internet, gratis” a cura dell’associazione RavennaLUG.
Chi ha incastrato le Creative Commons?
di Alessandro Bottoni
Martedi 8 Maggio 2007 ore 21.30
c/o
Hotel Columbia
Viale Italia 70
48010 Marina Romea(RA)
http://www.columbiahotel.it
Live Streaming dalle ore 21.30
http://www.lucasartoni.com/streaming
Sarà possibile interagire con il relatore attraverso i canali di Instant Messaging e Live Chat. Partecipate numerosi!!!
Chi toglie Vista dai nuovi portatili HP perde la garanzia?
Si è occupata del caso ADUC:
qui, qui e qui.
Comunque, si tenga presente che una cosa è la garanzia (rapporto acquirente - produttore) e una cosa è la normativa applicata ai beni al consumo (rapporto acquirente - venditore).
Se io scopro, anche dopo molto tempo (ossia a garanzia scaduta), che il pc ha un difetto di conformità (che non significa necessariamente che c'è qualcosa che non funziona... potrebbe anche trattarsi, ad esempio, della mancanza di una qualità che normalmente hanno beni dello stesso tipo) e torno dal venditore, quest'ultimo non può nemmeno mettersi a discutere della garanzia, la garanzia non c'entra niente. Purtroppo, cadono in molti in questo tranello.
Se c'è un difetto, il venditore o ripara il pc o riduce il prezzo o sostituisce il bene o restituisce il corrispettivo (se l'assistenza non ripara il bene perché, secondo il produttore, la garanzia è venuta meno, sono problemi del venditore e soltanto del venditore).
Le leggi spagnole sono simili alle nostre.
La trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto. (art. 110 LdA)
Cioè, se tu licenziatario stai in giudizio per far valere una licenza, non puoi utilizzare testimoni, devi avere un documento in mano.
Le licenze CC sono documenti informatici.
Il documento informatico soddisfa la forma scritta?
L'idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità (art. 20 comma 1-bis Codice dell'amministrazione digitale)
Non ci sarebbe da meravigliarsi se un giudice italiano dicesse, ad esempio:
"una pagina html può essere modificata da chiunque in qualsiasi momento, quindi la licenza non ha alcun valore".
Ma allora cosa serve? Serve la stessa cosa di cui si è sottolineata l'assenza in sentenza: la firma.
Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica qualificata, ha l'efficacia prevista dall'articolo 2702 del codice civile (art. 21 comma 2 Codice dell'amministrazione digitale)
L'efficacia prevista dall'art. 2702 del codice civile è l'efficacia della scrittura privata: piena prova fino a querela di falso.
Ma anche la firma debole, ossia GPG, può rappresentare una soluzione:
Il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità (art. 21 comma 1 Codice dell'amministrazione digitale)
Se tu firmi un documento con GPG non puoi alterarlo senza alterare anche la firma.
Pertanto, utilizzare Copyzero e una licenza predisposta all'indicazione dell'hash come la Copyzero X a cosa serve? Serve ad associare giuridicamente autore, licenza e opera e ad evitare che il licenziatario si ritrovi con in mano un documento che ha "nessun valore" (sic).
Inoltre, Copyzero è indispensabile anche per evitare la nullità delle clausole vessatorie.
Il secondo comma dell'art. 1341 del codice civile dice che non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità.
Il primo comma dell'art. 1419 del codice civile dice che la nullità di singole clausole comporta la nullità dell'intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita dalla nullità.
Poiché tutte le licenze contengono clausole vessatorie (come, appunto, le clausole di limitazione della responsabilità), una licenza senza firma è SEMPRE parzialmente nulla e SEMPRE, potenzialmente, totalmente nulla.
L’archivio storico radiotelevisivo, già aperto per la consultazione al pubblico nelle sedi della Rai, dovrà essere progressivamente reso disponibile per fini culturali, didattici e di natura istituzionale. Tale obiettivo sarà realizzato attraverso specifiche convenzioni con università, scuole, enti pubblici e associazioni senza fini di lucro.
Della serie: contenuti fruibili in rete?
Non se ne parla nemmeno!
O vieni in sede RAI o vai in una sede convenzionata con la RAI.
E arrivano al galoppo i DRM:
Destinare una quota crescente di risorse finanziarie all’acquisizione di diritti per la diffusione sul web di contenuti tratti dall’offerta radiotelevisiva della Rai, con l’impiego delle più opportune tecnologie al fine di evitare indebiti utilizzi da parte degli utenti.
L'art. 71 quinquies LdA si occupa del rapporto tra TPM e libere utilizzazioni:
2. I titolari dei diritti sono tenuti ad adottare idonee soluzioni, anche mediante la stipula di appositi accordi con le associazioni di categoria rappresentative dei beneficiari, per consentire l'esercizio delle eccezioni di cui agli articoli 55, 68, commi 1 e 2, 69, comma 2, 70, comma 1, 71-bis e 71-quater, su espressa richiesta dei beneficiari ed a condizione che i beneficiari stessi abbiano acquisito-il possesso legittimo degli esemplari dell'opera o del materiale protetto, o vi abbiano avuto accesso legittimo ai fini del loro utilizzo, nel rispetto e nei limiti delle disposizioni di cui ai citati articoli, ivi compresa la corresponsione dell'equo compenso, ove previsto.
E ancora:
Le associazioni di categoria dei titolari dei diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni di cui al comma 2 possono svolgere trattative volte a consentire l'esercizio di dette eccezioni. In mancanza di accordo, ciascuna delle parti può rivolgersi al comitato di cui all'articolo 190 perché esperisca un tentativo obbligatorio di conciliazione, secondo le modalità di cui all'articolo 194 bis.
Associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni: bene.
Chi è il Comitato a cui dovrebbero rivolgersi queste associazioni?
Questo qui.
E da chi è formato?
Da questi qui.
Allora poniamo il caso che, ad esempio, l'A.N.I.T.E.L. (Associazione Nazionale Insegnanti Tutor e-Learning) - già in campo con la petizione che trovate qui, e che ha preso vita dal caso homolaicus.it vs. SIAE - tenti di ottenere le "idonee soluzioni" (sarchiapone) di cui all'art. citato, e immaginiamo, senza molti sforzi, che si veda sbattuta la porta in faccia.
A quel punto l'A.N.I.T.E.L. dovrebbe rivolgersi al suddetto Comitato, nel quale troverebbe chi?
Non certo rappresentanti di associazioni analoghe ad A.N.I.T.E.L., ma i rappresentanti di SIAE, ossia quello stesso soggetto giuridico che sta mettendo i bastoni tra le ruote ad A.N.I.T.E.L.
Le multinazionali controllano SIAE (basta vedere l'ordinanza di ripartizione dei proventi) e controllano lo stato del diritto d'autore, nonché lo Stato sic et simpliciter.
Non c'è da meravigliarsi se Rutelli risponde male ad Altroconsumo: forse il ministro si limita a firmare carte che gli scrivono altri.
Un video sul caso homolaicus.it: unica imprecisione la mia presunta appartenenza a Creative Commons Italia... pazienza.
Bella l'idea di un videoblog sulla proprietà intellettuale.
Apprendo da questo post di Simone Piccardi (Associazione Software Libero) che FSFE ha organizzato una lotteria con in palio premi hi-tech proprietari.
Avanti tutta!
Scambiando qualche e-mail con Stallman ho scoperto una cosa curiosa: Stallman sa che FSF prende soldi dalle aziende del TCG (e se la cosa finisse lì io stesso non avrei nulla da eccepire: ci sarebbe il do ma non ci sarebbe il des: non avrebbe luogo quella sorta di "mercimonio" di cui parlavo nel post precedente e che consiste proprio nel piazzare sul sito di FSF i loghi delle aziende del TCG, loghi, di dimensione addirittura più grande di quello della stessa FSF!), ma è del tutto ignaro del fatto che esista un vero e proprio scambio: i benefici sono essenzialmente la pubblicazione del nome e del logo del beneficiario sul sito di FSF (Company Name and Logo on the FSF Patron List) e la possibilità, da parte del beneficiario, di utilizzare il logo GNU sul proprio sito (in qualunque pagina, qualsiasi contenuto essa abbia, ed anche in ogni pagina) e su altri materiali (FSF Corporate Patron Logo).
Io a lui, riferendomi alle aziende del TCG:
When you public their logos on your site,
you are working for their corporate image.
E lui, che nell'e-mail precedente mi aveva detto che nel prendere soldi da quelle aziende non c'era nulla di male (e, come ho detto prima, sul punto potremmo anche essere d'accordo):
I don't know why we do that.
E mi chiede di indicargli la pagina in cui sono pubblicati i loghi.
Io gli indico la pagina e gli indico anche la pagina in cui sono espresse le condizioni del Corporate Patron Program (Corporate Patronage Benefits).
A quel punto è calato il silenzio.
Se il presidente di FSF darà segni di vita, voi lo saprete. :-)